Trovami un modo semplice per uscirne di Nicola Nucci | Recensione di Deborah

Ma oggi è…
Sì. no.
Oggi.
Oggi…
Tutto a gonfie vele, no?
Sì?
Regolare, no?
Cioè?
Cioè… oggi… oggi si fa la rivoluzione, no?
Ancora con ‘sta storia?
Rivoluzione sempre, rivoluzione adesso, rivoluzione da tutte le parti.

 

Editore: Dalia Edizioni
Data di uscita: 11 marzo 2019
Pagine: 176
Prezzo: 14.00 €
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I Kings of Convenience non sono riusciti a fare il grande salto, eppure lo meritavano. Padri di famiglia hanno perso il lavoro e trascorrono intere giornate davanti al televisore. Nick ha intenzione di riscattarli e riscattarsi, progettando una rivoluzione che scuoterà definitivamente la coscienza sociale. Una bomba coi fiocchi. Cosa possono fare due ventenni annoiati in una settimana di ferie? La rivoluzione. Nick e il suo amico trascorrono le giornate sul divano di uno scantinato a parlare di musica, a bere e a fumare ma, nel momento indefinito in cui questo dialogo prende forma, qualcosa in loro cambia. Nick, il più audace tra i due, cerca di trascinare l’indolente amico, operaio di un’azienda conserviera, in un progetto che, a suo dire, li farà alzare finalmente dal divano e che cambierà il mondo: “Rivoluzione!” si chiamerà. Sarà una sorta di grande varietà, un bel “prodotto”: corpi che ondeggiano, belle ragazze, cuochi famosi. Ci siamo, la rivoluzione è pronta. Se non fosse per un temporale…

 

Sono sorpresa, per la seconda volta in poco tempo mi trovo davvero in difficoltà a recensire una lettura! Trovami un modo semplice per uscirne mi ha messo un po’ nei “guai”, faccio davvero fatica a costruire un pensiero coerente perché ci sono fattori del libro che mi sono piaciuti, altri un pochino meno, ma soprattutto alcune cose che ho apprezzato molto allo stesso tempo non mi hanno convinta fino in fondo. Come è possibile? Non ha senso, direte. Cercherò di esprimere nel modo più ordinato possibile i miei pensieri su questo libro molto particolare.

 

Beh, cioè, una vittima di questa società malata
Al pari di Nino?
Come tutti gli altri.
Bisognerà che faccia pur qualcosa, eh?
In effetti…
Uno a posto, eh
Svolgeva un lavoro regolare, no?
Sì. No. Regolare

 

Forse avete notato una stranezza in questa piccola premessa: non mi sono riferita al libro con la parola “romanzo”. Strano, vero? Invece no. Trovami un modo semplice per uscirne è un testo molto particolare perché non è un romanzo e nemmeno un’opera teatrale, di che cosa si tratta? Ci troviamo di fronte ad un dialogo tra due ragazzi, due ventenni annoiati che trascorrono le loro ferie seduti su un divano in uno scantinato progettando una rivoluzione. Il testo è scritto completamente sotto forma di dialogo, un continuo scambio di battute che ci guida attraverso l’idea dei due personaggi di organizzare e mettere in atto una rivoluzione. Sono rimasta molto sorpresa nel trovarmi di fronte ad un testo del genere, è stato inaspettato e forse un po’ destabilizzante: leggendo la trama mi aspettavo di tuffarmi in una storia ironica e pungente, fatta di personaggi, dialoghi, descrizioni, luoghi, atmosfere, tempo…insomma un vero e proprio romanzo. Ecco, sotto questo punto di vista le mie aspettative sono state un po’ deluse, forse perché non ero pronta a cimentarmi con questa nuova esperienza di lettura. Un po’ sicuramente è stata colpa mia e della mia ignoranza, anche se nella trama non c’è riferimento al fatto di non trovarsi di fronte ad un romanzo, in copertina è riportato un commento dove Trovami un modo semplice per uscirne viene associato ad “Aspettando Godot”, il dramma di Beckett. Purtroppo non mi è mai capitato di incontrare quest’opera durante gli studi e non sono appassionata di teatro, quindi non avevo idea che fosse un testo di Teatro dell’assurdo! Anzi, ad essere completamente sincera pensavo che Aspettando Godot fosse un romanzo classico che ancora non conoscevo, ho scelto anche apposta di non indagare fino a fine della lettura per riservarmi il piacere della scoperta.

 

Un passo che va fatto.
Capelli increspati?
Non ti piacerebbe?
Il re…di questo porco mondo, eh?
Come vogliono loro, capito?
Così?
Basta togliere questo, sistemare un po’ quest’altro…
Chiaro.
Regolare, no?
Per la rivoluzione, eh?

 

Sicuramente la scelta di Nicola Nucci di utilizzare questa tipologia di scrittura è davvero coraggiosa, come anche quella di utilizzare uno stile di scrittura semplice e forse un po’ confusionario; emerge la ha voglia di ricercare un modo di esprimersi che rispecchi il più possibile quello dei giovani. L’autore ci è riuscito? Credo proprio di sì! Ad un primo impatto ho pensato che fosse un modo assurdo di parlare, non potevo e non volevo credere che i più giovani si limitassero a blaterare piuttosto che articolare un discorso; riflettendo e facendo attenzione ai frammenti di conversazioni che mi capita di captare in giro purtroppo mi devo ricredere, il modo di parlare dei protagonisti di Trovami un modo semplice per uscirne rispecchia molto, troppo spesso, quello di parlare di molti, troppi giovani. Quello che a prima vista può sembrare uno stile banale è invece una scelta studiata e ricercata, il dialogo non mi è piaciuto da leggere ma ho apprezzato molto il voler rispecchiare la realtà piuttosto che creare un bel testo poco credibile pronunciato da due ventenni.

Due ventenni, Nick e un ragazzo di cui non ci è rivelato il nome, sono seduti su un divano in uno scantinato umido, annoiati parlano di ciò che potrebbero fare; il discorso protagonista dell’opera nasce da un macchia di umido sul soffitto scambiata per una stella cometa. I due iniziano a parlare di cosa fare, di musica, dei Kings of Convenience che non sono ancora riusciti a sbancare anche se meritano, della loro vita statica, del lavoro di cui bisogna accontentarsi e di un padre che un lavoro non lo ha più, fino ad arrivare al tema principale: la Rivoluzione! Nick è tra i due il più intraprendente, il personaggio di cui ci viene detto un po’ di più, la persona che cerca di innescare la rivoluzione. Nick cerca di spingere l’amico a perorare la causa della rivoluzione, sottolinea che è necessario un cambiamento e combattere per cambiare le cose; assicura che le persone dopo li avrebbero riconosciuti, le ragazze si sarebbero gettate a fiumi ai loro piedi; avrebbero potuto fare di tutto, essere chiunque avessero desiderato. I due parlano di cosa avrebbe dovuto essere la Rivoluzione!, di come avrebbero dovuto attuarla e del perché si è reso necessario agire, ma soprattutto dove li avrebbe portati.

 

Sempre la solita routine del cazzo, cazzo
E allora?
Allora, cioè, cazzo, scardiniamola questa routine del cazzo, no?
E come?
Mettendo da parte l’insoddisfazione, no?
Dici che…?
Non lo senti come una specie di formicolio?
Cos’è che dovrei sentire?
Tipo tutta una voglia di gridare al mondo tutta ‘sta rabbia, no?

 

Sicuramente Trovami un modo semplice per uscirne tocca tematiche molto sensibili e importanti: emerge il malcontento dei giovani che si vedono costretti ad accontentarsi delle poche opportunità che la società ha da offrire, anzi devono essere grati di ciò che trovano perché oggi è già una fortuna avere un lavoro, quando invece dovrebbe essere un diritto lavorare; la disoccupazione dei padri di famiglia, troppo anziani per essere oggetto di investimento e con troppa esperienza per essere stagisti sottopagati; la necessità di fare qualcosa delle proprie vite immobili, perché non è giusto ambire tutta la vita ad inscatolare pomodori. La risposta di Nick e dell’amico è Rivoluzione! Come ben sappiamo però una rivoluzione non si fa certo da sola, andando avanti nel dialogo emergono una serie di interrogativi e problematiche organizzative che mettono in crisi i due giovani rivoluzionari. I protagonisti cercano in tutti i modi un modo semplice per uscirne ma sembra non esserci; allora decidono che è meglio rimandare l’incursione a domani perché nel frattempo è scoppiato un temporale e perché la sera c’è il calcetto.

Mi è piaciuta tantissimo la conclusione ironica di Nicola Nucci, è come se la fermentazione frizzante nata nell’animo di Nick e dell’amico fosse stata spenta da uno scroscio di pioggia, come se anche solo l’idea di cambiare in meglio la propria situazione sia quasi impensabile.
Trovami un modo semplice per uscirne è un testo molto particolare che mi ha colpita e mi ha spinta a riflettere su problemi importanti grazie alla semplicità di un discorso tra due ventenni. Mi è piaciuto? «Sì. no. Rivoluzione!»

 

 

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Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Dalia Edizioni per la copia omaggio

 

 

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