Beata gioventù di Vincenzo Galati | Recensione di Deborah

 

«Io non mi comporto in nessun modo, caro commissario. Le ho detto la verità, non mi ricordo l’indirizzo; alla mia età non si può mica ricordare tutto. Comunque, se vuole la mia opinione, dico che è una vergogna…Due soli uomini! Appena uccidono un giovane della Genova bene, subito si mettono all’opera decine di poliziotti. Muore una cittadina anziana di un quartiere popolare, e al massimo concedono un assistente. Non è giusto!»

 

Editore: Oakmond Publishing
Data di uscita: 15 giugno 2019
Pagine: 203
Prezzo: 4.99 € ebook ; 14.90 € cartaceo

Protagonisti di questa storia ironica e fuori degli schemi un gruppo di strampalati amici, un po’ in là con gli anni ma con l’entusiasmo di ragazzini scatenati, alle prese
con un’incredibile avventura. Tra una partita a carte e un cruciverba, i nostri s’imbattono in un omicidio e nel furto di una vecchia moneta di enorme valore.
Capitanati dall’impavida Olga, gli arzilli vecchietti mettono in atto un ingegnoso piano che proverà a trasformarli in intrepidi giustizieri dai capelli d’argento. Ma sulla loro strada si presentano ostacoli e imprevisti di ogni tipo. Riuscirà la sgangherata banda di nonnetti a dipanare il bandolo della matassa?

 

 

In questa torrida estate mi sono imbattuta in una piccola chicca, una lettura ironica, divertente e completamente fuori dagli schemi: Beata gioventù di Vincenzo Galati. Forse lo sapete già, proprio non riesco a resistere di fronte a un romanzo che ha come protagonisti personaggi non più giovani. Adoro la rievocazione dei ricordi, la possibilità di vivere attraverso le memorie un’epoca che non potrò mai toccare con mano, mi affascina nel profondo questa possibilità e il poter in qualche modo esplorare un’età diversa dalla mia. Vogliamo poi parlare della pungente ironia che spesso caratterizza i personaggi più anziani? Quando un romanzo acquista connotati divertenti e irriverenti per me è irresistibile, proprio come ho trovato irresistibile Beata gioventù.

 

Olga portava il suo tailleur migliore, color blu marino, rischiarato dal suo gioiello preferito, un filo di perle che Oscar le aveva regalato per il suo sessantacinquesimo compleanno. Il tocco finale era stato dato dal parrucchiere il giorno precedente, e ora era tutta ben pettinata con la crocchia ben fatta e ordinatissima. Seguita da Sandro in divisa grigia, sembrava il ritratto di una
nobildonna d’altri tempi.

 

Lo stile di Vincenzo Galati mi ha letteralmente conquistata e incollata alle sue pagine! Ho divorato Beata gioventù in un paio di giorni al massimo, era davvero difficile trovare il coraggio di prendersi una pausa dalla lettura perché la mia mente andava sempre alle misteriose indagini condotte da Olga. L’autore ha dato vita a una vera e propria chicca, un giallo ben strutturato nel quale non manca il mistero e la suspance, ma anche l’ironia e il divertimento attraverso dialoghi sempre pungenti. Beata gioventù non è il solito giallo, ci troviamo di fronte a un romanzo fuori dagli schemi nel quale gli elementi misteriosi e umoristici si combinano perfettamente creando una storia coinvolgente. I personaggi del romanzo sono a dir poco fantastici, non è davvero possibile rimanere immuni al gruppo di arzilli vecchietti che mettono in campo tutte le loro risorse per poter rendere giustizia all’amica assassinata. Olga è la mia preferita, una donna intelligente, arguta, ironica e divertente che non si fa mettere facilmente nel sacco; la sua esperienza alla scuola della vita la rende forte e combattiva, una vera guerriera pronta a fare di tutto per scoprire la verità. Mi ha colpito molto l’amicizia che lega tutti i protagonisti, un sentimento sincero che non si ferma alla chiacchierata sulla panchina, al bicchierino bevuto in compagnia o alla partitina a carte. È facile pensare che le relazioni tra persone anziane siano fragili, che il fulcro della loro vita siano solo figli e nipoti; invece mi è piaciuto tantissimo entrare a far parte di un gruppo così solido e compatto capace di mettersi in gioco completamente per realizzare i piani tendenzialmente un po’ folli di una grande amica.

 

«C’è un uomo che ha commesso un delitto. E dato che molti di voi erano, come me, amici di Anna Pessagno, pace all’anima sua, ho pensato che avreste voluto aiutarmi a consegnare quest’uomo alla giustizia.»

 

Piani un po’ folli? Vi chiederete quale folle piano potrà mai partorire la mente di un’arzilla vecchietta. Non bisogna dare nulla per scontato, la fantasia di Olga vi sorprenderà sicuramente! Senza spoiler vi dico che la protagonista per cercare personalmente indizi si calerà da un ponteggio, fingerà di essere una ricca collezionista di monete, offrirà cifre a troppi zeri a un’asta e sarà coinvolta in un rocambolesco rapimento. Olga è vedova, un giorno decide di provare a sbarazzarsi di un’orribile teiera adorata dal defunto marito e negli uffici del negozio d’arte incontra Anna, una cara amica in possesso di una moneta antica e preziosa. Anna viene misteriosamente assassinata prima di essere ricevuta dall’esperto di monete, sarà proprio Olga la prima ad accorgersi dell’omicidio; la donna purtroppo non saprà mai di quale rarità era in possesso, una delle monete più rare e ricercate dai collezionisti, una moneta che le è costata la vita. Olga viene interrogata dalla polizia e subito capisce che al delitto dell’amica non saranno destinate ottime risorse, decide allora di iniziare a indagare in prima persona con l’aiuto dei cari amici e del commissario Schiappacasse. Olga e la sua combriccola tra i vicoli caratteristici di Genova riporteranno alla luce tutti i tasselli per ricostruire la misteriosa vicenda.

Beata gioventù è stata un’autentica sorpresa, un romanzo dalle mille risorse che mi ha regalato una bellissima esperienza di lettura; i protagonisti di questa storia mi sono rimasti molto a cuore, chissà se li ritroveremo per una nuova scoppiettante avventura!

 

May the Force be with you!
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