Tea Time: Berthe Morisot. Le luci, gli abissi di Adriana Assini

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Oggi parliamo di “Berthe Morisot. Le luci, gli abissi”, la storia della pittrice impressionista francese raccontata dalla voce unica di Adriana Assini.

Data di uscita: 22 Aprile

Acquistalo subito: Berthe Morisot. Le luci, gli abissi

Editore: Scrittura & Scritture 
Collana: Voci
Genere: Romanzo storico
Pagine: 224
Prezzo: € 14,50

Crocevia di menti fervide e spiriti trasgressivi pronti a rovesciare il mondo, l’effervescente Parigi della seconda metà dell’Ottocento è teatro di innovazioni epocali e senza precedenti. La luce elettrica illumina le strade, spuntano cabaret e café-chantant, scorrono fiumi del verde assenzio e di nuove parole d’ordine in ogni campo, mentre un gruppo di borghesissimi pittori si appresta a rivoluzionare la visione accademica dell’arte con idee dirompenti e un uso spregiudicato dei pennelli. Si chiamano Manet, Degas, Pissarro, Monet, Renoir. Danno scandalo e passeranno poi alla Storia come impressionisti. Tra loro, una sola donna: Berthe Morisot. Figlia di un funzionario della Corte dei conti, la giovane dalla personalità enigmatica e la volontà di ferro è una nubile impenitente, capace di infrangere le regole di una società conformista e benpensante per fare di forme e colori la sua ragione di vita, in un periodo in cui la pittura non è un mestiere per donne.

Passioni nascoste, amicizie indissolubili, oscuri tormenti segneranno l’esistenza di Berthe, un’anima avvolta dall’ombra ma destinata a diventare “la signora della luce”.

Dal mio tavolino di legno scorgo le stradine di Parigi in un secolo fatto di innovazione ma allo stesso tempo ancorato saldamente ai pregiudizi del passato, una Francia con un piede nel futuro e l’altro nel passato. In questa metà dell’Ottocento non solo il malcontento popolare e il sangue versato per le strade portano la rivoluzione a Parigi, anche l’arte vede il suo momento di rivalsa, inizia la lunga strada che porterà alla nascita di uno dei più importanti movimenti artistici europei, l’Impressionismo, che vede fra i suoi esponenti anche Berthe Morisot, la protagonista della storia raccontata da Adriana Assini, scrittrice e pittrice.

In un momento in cui il clima politico francese era teso e sempre pronto ad essere ribaltato, l’animo degli artisti francesi si riunisce per scoprire qualcosa che da tempo era stato dimenticato, il colore, la gestualità di una pennellata e l’emozione che deriva dalla luce, tutto questo si unisce per dare vita all’Impressionismo. A livello artistico l’Europa è ancora scossa dalle innumerevoli novità introdotte dal Romanticismo e dal Realismo, il soggetto non è più al centro del dipinto, lo è soltanto il paesaggio e le situazioni della vita quotidiana, ogni rappresentazione viene posta sullo stesso livello che sia essa religiosa, paesaggistica o profana, ma l’Impressionismo va ancora più avanti, si lascia alle spalle il disegno e dà la priorità al colore, all’emozione suscitata dalla luce che colpisce un soggetto, dalla delicatezza degli infiniti toni di colore che costituiscono un dipinto.

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Come altre artiste donne, Berthe Morisot, nonostante la sua bravura è stata quasi dimenticata, persino alla sua morte non le è stato riconosciuto il suo talento artistico né alcun merito in questa materia, ma viene solo ricordata come moglie di Eugène Manet, a sua volta fratello del più celebre Édouard Manet.

Si può dire che Berthe avesse il talento nel sangue, entrambe le famiglie dei suoi genitori contavano diversi artisti fra i loro antenati, quindi in qualche modo era inevitabile che lei o le sue sorelle incrociassero un giorno la strada del pennello, una predisposizione che non si può certo ignorare. Adriana Assini racconta di un personaggio dalla forte tempra che ha dato tutto per la sua passione nel tentativo di essere ricordata per ciò ha prodotto in vita e non tanto per chi ha sposato o per chi ha conosciuto.

Berthe è stata una dei fondatori della “Società anonima degli artisti, pittori, scultori e incisori” assieme a nomi illustri quali Monet, Pissarro, Degas, Sisley, Renoir e molti altri, attraverso la quale organizzò diverse mostre artistiche, una delle quali anche nello studio del fotografo Nadar.
In questo ambiente protetto gli Impressionisti potevano finalmente dare sfogo alla loro arte, non compresi dai critici e non amati nel particolare periodo storico, ma sostenuti dal loro stesso amore per l’arte, dalla loro volontà di espressione. L’Impressionismo in sé non è altro che un movimento che esalta l’impressione, ovvero il sentimento scaturito da un momento, da uno sguardo, fatto di colori e macchie in qualche modo, dove la luce ha il sopravvento sulle forme definite e dove Adriana Assini riesce a esaltare tutto questo con uno stile narrativo capace di evocare sensazioni vivide, emozioni forti, incorniciandole in un periodo storico non facile per il mondo dell’arte.

C’è da dire che guardando le opere  di Berthe Morisot ci si rende conto di quanto volesse avvicinare il suo sguardo all’intimità dell’anima dei suoi soggetti, di quanto fosse interessata ad esprimere un’emozione attraverso le sfumature di colore, così delicate e allo stesso tempo di tonalità soffuse, un po’ come se volesse scolpire i volti delle persone facendoli nascere da piccole nuvole di colori e così Adriana Assini riesce a raccontare anche il suo animo irrequieto dando giustizia a una figura storica accantonata nel tempo ma che attraverso la sua arte è riuscita infine a conquistare il suo posto nel mondo.

Le luci e le ombre però si scontrano in continuazione, Berthe Morisot sembra in tutto e per tutto una donna forte e dedita alla sua passione eppure, guardando più attentamente, Adriana Assini ce la mostra in tutta la sua fragilità, ponendo l’accento su tutte le volte in cui era vicino al suo abisso, al dolore che soffocava e di cui a volte accenna nei suoi pensieri più intimi trascritti su carta, che tentano di risalire e afferrarla, pronti a trascinarla sempre più a fondo, della sua infelicità con Eugène e del suo desiderio di essere amata da qualcun altro.

Berthe Morisot. Le luci, gli abissi è la storia di una vita vissuta sulla soglia fra luce ed ombra, il dipinto di una donna che con le sue forze ha cercato di esorcizzare i suoi demoni, finendo però per esserne schiava. Un viaggio attraverso l’Impressionismo per scoprire le passioni di una pittrice che ha vissuto per la sua arte sacrificando se stessa. 

«Voi siete l’ombra, mia cara Berthe, ma la vostra pittura è pura luce».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Scrittura & Scritture per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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