Araldi del vuoto: Sulla chaise-longue di Marghanita Laski (8tto Edizioni )

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Una chaise-longue nelle mani di Marghanita Laski diventa un “portale” verso un’esperienza surreale che finisce per consumare chi legge. Oggi parliamo di un racconto che continua ad ossessionarmi in questi giorni, edito da 8tto Edizioni e tradotto da Cristina Cigognini.

Data di uscita: 23 Aprile

Acquistalo subito: Sulla chaise-longue

Editore: 8tto Edizioni
Traduzione: Cristina Cigognini

Prezzo: € 14,00
Pagine: 144

La casa è una di quelle a schiera in stile Regency, dietro la ferrovia, un posto congeniale ad artisti e architetti, non a “gente come loro”. Ma Melanie e Guy se ne sono innamorati, e nonostante l’incredulità e il parere contrario dei rispettivi genitori, ora vivono qui. E qui, nello studio dove adesso Melanie, convalescente dalla tubercolosi, ha il permesso di stare, c’è una chaise-longue che finora nessuno ha mai avuto occasione di usare. Perfetta per lei, per cambiare stanza e prospettiva in attesa di poter tornare a una vita normale. Ma forse, dopo essersi appisolata su questa chaise-longue – poco elegante e raffinata, ma che subito l’aveva colpita in un negozio di antichità, e che aveva sentito di dover possedere – la sua vita normale non sarà più.

Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1953, questo breve romanzo rientra a pieno titolo tra i racconti gotici più riusciti. Un piccolo gioiello della letteratura del terrore.

Si contano sulle dita di una mano le volte in cui sono rimasta a lungo ossessionata con un libro. Questa è una di quelle volte, entrare in contatto con un’autrice ancora a me sconosciuta e scoprirne il fascino ha reso, il breve racconto protagonista di oggi, indelebile, qualcosa che difficilmente scorderò con il passare del tempo. È ironico che sia anche il tempo stesso uno degli ingredienti di questo breve romanzo, la caratteristica unica che rende questa storia una delle mie ossessioni è proprio il fatto che qui il tempo è relativo e contemporaneamente è anche il suo fulcro.

Marghanita Laski prende un oggetto come una chaise-longue e la trasforma non solo in un portale nel quale viaggiare attraverso il tempo per vivere una vera e propria esperienza surreale, ma anche brutale, in un certo senso, perché proprio grazie a questo viaggio nel tempo è stato possibile denunciare le atrocità del passato in maniera cruda e creativa per far emergere da un racconto sinistro ogni singolo e inquietante aspetto.

«e la prigione eterna che si immaginava le consumava la mente, e svenne o si addormentò in un incubo di caccia e ricerca e perdita».

Il presente e il passato sono sempre state due realtà distanti ma connesse tra loro, ancora oggi noi studiamo la storia che non è altro che una testimonianza di quel passato che dobbiamo ricordare per evitare di commettere gli stessi errori. Nel caso della protagonista, Melanie, si tratta di vivere il corpo di Milly Baines, una donna che lì per lì le sembra distante ma è nell’abitare la sua pelle che si rende conto di tutto ciò che non va, di ciò di cui è stata privata e dei suoi pensieri che cercano di emergere, ma che flebili svaniscono all’interno della sua mente.

Pubblicato per la prima volta nel 1953 questo è un racconto che colpisce per la sua singolarità, per il modo in cui l’autrice scava all’interno di temi all’epoca scottanti e scomodi e li rende tangibili in una macabra rappresentazione di morte e rinascita, dove il corpo diventa la prigione dell’anima e al tempo stesso è anche la sua ancora di salvezza. La scrittura di Marghanita Laski è brillante, di una bellezza senza tempo in cui gli eventi si legano alle sensazioni e i dialoghi sono quelle briciole che il lettore afferra come se fosse a digiuno e cercasse di riempire quella voragine interna, assorbendo ogni singola immagine, parola e suono che nel loro insieme rendono questo racconto profondo e travolgente.

Due realtà quindi si intrecciano per caso in un momento particolare. Per Melanie si tratta di una convalescenza dalla tubercolosi, mentre di Milly si scopre poco per volta, ma è chiaro che nonostante l’esperienza agghiacciante nel corpo dell’altra Melanie percepisca al tempo stesso qualcosa di familiare, quasi come se fossero due facce della stessa medaglia e lo avesse scoperto troppo tardi.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di 8tto Edizioni per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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