Review Tour: Delitto a Porta Vittoria di Pietro Brambati

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

A distanza di due anni da “Senza esclusione di colpi” torniamo a parlare di Pietro Brambati con il suo nuovo thriller intitolato “Delitto a Porta Vittoria”.

Data di uscita: 24 Settembre

Acquistalo subito: Delitto a Porta Vittoria

Editore: Leone Editore
Collana: Mistéria
Genere: Thriller

Prezzo: € 12,90
Pagine: 208

Ernesto Cazzaniga è un uomo come tanti, sui cinquant’anni, con una moglie e due figli ventenni. Lavora in banca e vive in una villetta fuori Milano, dove si occupa dell’orto e del giardino. Tutto sommato è soddisfatto della vita che fa, non fosse per il passare inesorabile del tempo, che lo fa sentire poco sicuro di sé. Tuttavia, l’incontro con un’avvenente donna poco più che trentenne, sul treno che lo porta al lavoro, è destinato a cambiare la sua vita per sempre; la relazione clandestina che intraprenderà con la sconosciuta lo trascinerà al centro di una serie di eventi che si susseguiranno l’uno dopo l’altro, fino a farlo diventare nientemeno che il sospettato numero uno di un macabro omicidio.

Dimenticate per un momento lo spietato mondo dei potenti con cui Brambati ci aveva abituati in Senza esclusioni di colpi per concentrarvi solo su Ernesto Cazzaniga, un uomo come tanti a cui però manca qualcosa. Vedete, Ernesto sta attraversando una fase delicata della sua vita, a cinquant’anni per la prima volta si è stancato delle giornate che si ripetono in un viavai di monotonia. Cerca disperatamente una scintilla, un brivido, qualcosa che gli ricordi di essere ancora vivo.

Quasi come se l’incantesimo si fosse spezzato ogni piccola cosa appare insignificante e poco appetibile. Il suo lavoro, il suo matrimonio e la sua vita non hanno più lo stesso vivido di sapore di un tempo quando poteva dire di aver vissuto cedendo ai piaceri e costruendo poco a poco quello che è il suo presente. In una Milano dai colori spenti che brulica di vita Ernesto Cazzaniga va alla deriva, annegando nei suoi pensieri e desideri, cercando con lo sguardo una via d’uscita che possa dare un senso a tutto quel grigiore e decadenza.

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In un battito di ciglia trova quella scintilla negli occhi di una sconosciuta, una donna sfuggente che rincontra sul tram proprio quando credeva di essere destinato a vedere il tempo consumarlo senza potersi ribellare. Ciò nonostante a frenarlo è Carla, sua moglie e madre dei suoi figli, eppure nonostante sappia quanto sia sbagliato pensare ad un’altra donna i suoi pensieri vanno sempre alla misteriosa Ginevra, la sola e unica con la quale si concede di superare i limiti delle sue fantasie, una relazione fumosa che si dissolve sotto il cielo stellato.

Quando però il cadavere di Rossana Giuditta Casalegno in Bolgetta alias Ginevra viene rinvenuto per Ernesto Cazzaniga comincia una rapida discesa verso le fiamme dell’inferno, un doloroso cammino da percorrere col capo coperto, evitando gli sguardi dei suoi cari e di coloro che stanno investigando, diventando passo dopo passo un fantasma nella storia dell’ennesima donna morta per chissà quale motivo. La scintilla che cercava, quel brivido pensava fosse svanito per sempre, ma essere sospettato di un omicidio ha, in qualche modo, un perverso fascino che lo spinge ad essere sempre più cauto.

Non è la prima volta che sono alle prese con un romanzo in cui il protagonista è sospettato di essere il colpevole, ma in questo caso emerge tutta la forza narrativa di Pietro Brambati, che è riuscito a caratterizzare Ernesto in modo tale da farlo sembrare colpevole a prescindere anche se il suo vero peccato è stato cedere alla lussuria. Questo personaggio ha una carica noir davvero impressionante, trascina il lettore fra le pagine con l’intensità dei suoi modi, dei suoi pensieri e grazie alla veemenza delle sue azioni rende la narrazione scorrevole e piacevole.

Chi era Ginevra o meglio Rossana si scopre poco a poco in una fredda indagine dove il punto di forza non è solo la storia, ma anche l’abilità dell’autore nel muovere personaggi così carismatici in maniera perfetta, personaggi che di primo acchito sembrano quasi comuni. 

Delitto a Porta Vittoria è un’indagine dalle tinte oscure che trasforma qualsiasi cosa in una nuvola di fumo, una silhouette evanescente che si fonde inesorabilmente con una Milano ammantata dalle tenebre.

«Un gioco perverso  e pericoloso, che trovava in qualche modo conferma nella pantomima di un biglietto».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Leone Editore per la copia omaggio.

 

 

 

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