Let’s talk about: Dove aspetta la tempesta di Carla Marcone

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Dove aspetta la tempesta è lì che ho ritrovato Carla Marcone; le onde si infrangono sugli scogli e il desiderio di prendere il mare diventa un’urgenza, l’unico appiglio al quale aggrapparsi per trovare se stessi. 

Data di uscita: 21 Marzo

Acquistalo subito: Dove aspetta la tempesta

Editore: Scrittura & Scritture
Collana: Voci
Genere: Romanzo storico

Pagine: 336
Prezzo: € 14,00

Plymouth, alle soglie del Settecento.
Dalle alte scogliere, Hey e Hasim contemplano la baia.
Sognano una vita per mare, al quale sentono di appartenere, ma vivono di espedienti, e gli espedienti, si sa, portano ai pericoli.
Quando nel porto ormeggia la maestosa Adventure Galley, il loro sogno sembra essere più concreto.
Il destino, però, è beffardo e imprevedibile e su quella nave, comandata dallo scozzese William Kidd, uno dei corsari più temuti, salirà solo Hey.
Tra bucanieri in cerca di tesori misteriosi, corsari avidi di bottini e filibustieri bellici, Hey vive numerose avventure.
Ma non c’è mare abbastanza vasto per nascondere qualcosa di irrisolto: il ritorno a casa gli mostrerà un mondo diverso, e ancora una volta il suo destino e quello di Hasim incroceranno la rotta di altri pirati e di altri vascelli, come quello di Calico Jack, e questa volta tutto cambierà per sempre fino a sciogliere un nodo troppo a lungo trattenuto.
Con una prosa magnetica, Carla Marcone torna al romanzo di ambientazione storica.
Preparatevi a levare l’ancora e a salpare.

Dopo Teresa Filangieri. Una duchessa contro un mondo di uomini aveva già dato prova di essere una narratrice straordinaria, raccontando di una figura storica tenace, ma questa volta, lasciatemelo dire, si è addirittura superata. Leggere Dove aspetta la tempesta. Un pirata sulla rotta di Calico Jack per me è stato liberatorio e non solo perchè si parla di pirati, personaggi per cui ho sempre avuto un debole, no. Nel romanzo di Carla Marcone si respira aria di avventura, desiderio di libertà e necessità di conoscersi più a fondo, scavando laddove fa più male per emergere davvero.

Hey e Hassim osservano il mare dalla loro piccola cittadina, Plymouth. Sognano una vita diversa in cui sono padroni del loro destino e non vittime dei nefasti eventi che li hanno portati a vivere con un’occhio costantemente puntato sulle spalle perchè le insidie, si sa, fanno capolino anche dagli angoli più remoti delle strade. Mary, la madre di Hey, ha invece altri progetti per suo figlio. Vive della luce riflessa del suo stesso rancore, il desiderio di vendetta che la prosciuga giorno dopo giorno distorcendo la realtà fino a frammentarla del tutto.

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Hey non sa più chi è. Fatica a capire il motivo della sua esistenza. L’unico legame vero e sincero è quello che ha con Hassim ed è proprio quando la città è in fermento e si cerca un capro espiatorio che Hey è costretto a separarsi dal suo migliore amico e salire sulla nave di William Kidd, la Adventure Galley, un nuovo inizio per allontanarsi dal suo vecchio mondo e scoprire quello “nuovo”. Viaggiando con il capitano Kidd, Hey, si rende conto che la vita di un pirata è un’azzardo continuo. Un giorno si è sulla vetta del mondo e quello successivo si sale verso il patibolo, in mezzo c’è il mare e la sua vastità, le innumerevoli storie da raccontare e i meravigliosi ricordi che si mescolano a quelli orribili. 

Hey comincia a trovare se stesso viaggiando per il mare, ma la sua vita è segnata dalle perdite lungo il suo cammino. Non si può mentire alla verità e tanto meno sfuggire al passato. Lo stesso mare che ha portato via Hey dalla sua cittadina, lo riporta indietro a dove tutto è cominciato e che lo porterà ad incontrare niente poco di meno che Calico Jack.

Un viaggio intenso diviso in due parti ha acceso in me il desiderio di salpare con Hey e scoprire la sua storia sofferta dove si respira un’atmosfera d’avventura quasi soffocata dalle incombenze del suo periodo storico. Un grido di libertà che squarcia i mari e ci fa scoprire la vera essenza di un pirata viene magistralmente dipinta da una scrittrice che con il suo stile evocativo e la sua penna incisiva è riuscita a caratterizzare alla perfezione i suoi personaggi, mai statici, ma in continua evoluzione. Percorrono vie distinte ma in qualche modo mutano, imparano sulla propria pelle cosa significa vivere, soffrire e perdere.

In un periodo in cui regnavano i pregiudizi e c’era spazio per la brutalità i sentimenti erano sinonimo di debolezza e si viveva costantemente con lo stesso groppo in gola di Hey, il peso di non sapere chi si è davvero. Carla Marcone racconta l’urgenza di un secolo in cui la libertà non era scontata, un periodo storico dove la tirannia dell’uomo ha portato le persone a cercare la propria strada oltre i confini del mare, oltre le distese che separano questo mondo da quello dei morti.

«A differenza della follia che voleva a tutti i costi la vendetta, come il vento vuole la tempesta, l’onda la risacca, e gli abissi la profondità, la parte ragionevole della sua anima e quel briciolo d’umanità trattenuto dal cuore le raccontavano una storia diversa in cui l’essere abominevole non era Richard, ma lei, proprio lei, Mary».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Scrittura & Scritture per la copia omaggio.

 

 

 

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