Let’s talk about: Due donne alla Casa Bianca di Amy Bloom (Fazi Editore)

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Un tuffo indietro nel passato, ripercorrendo i passi di una delle storie d’amore celata fra le pieghe della storia, ovvero quella di Eleanor Roosevelt e Lorena Hickok, narrata da Amy Bloom in “Due donne alla casa bianca”, disponibile da oggi per Fazi Editore.

Data di uscita: 29 Agosto

Acquistalo subito: Due donne alla Casa Bianca

Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Traduzione: Giacomo Cuva
Genere: Narrativa

Prezzo: € 18,00
Pagine: 260

Corre l’anno 1945 e la radio americana annuncia che la vittoria è imminente. Franklin Delano Roosevelt, venuto a mancare da pochi giorni, non ha vissuto abbastanza per vederla con i suoi occhi. In un appartamento di New York suona il campanello: è una donna, gli occhi bordati di rosso e l’aria di chi non ha mai sorriso in vita sua; un cappotto nero troppo grande, le calze in filo di Scozia allentate. È Eleanor Roosevelt, la First Lady. Ha appena perso il marito e si rifugia nell’appartamento del suo vero amore, la giornalista Lorena Hickok. Da qui inizia il racconto della relazione amorosa fra le due donne, una relazione trentennale cominciata all’epoca in cui Lorena viene incaricata di seguire la campagna elettorale di Roosevelt e si insedia così alla Casa Bianca. Molto diverse per provenienza e inizialmente diffidenti l’una verso l’altra, le due donne si scoprono col tempo anime gemelle. Il loro amore è un segreto in realtà noto a tutti, del quale in queste pagine viene messa in scena la dimensione più intima e privata: «Dicevamo sempre: non siamo due bellezze, perché era impossibile dire la verità. A letto invece eravamo due bellezze. Eravamo dee. Le ragazzine che non eravamo mai state: amate, impertinenti, felici e deliziose». Sullo sfondo di questa grande storia d’amore, i fasti della vita presidenziale, le cene con i personaggi di spicco dell’epoca e le grandi contraddizioni di Roosevelt, uomo affascinante e fine stratega, ma nel privato spesso freddo e a tratti crudele.

Eleanor Roosevelt, la ex First Lady, è forse una delle figure che a distanza di anni non è stata accantonata, dimenticata fra le pieghe del tempo, lo dimostra il fatto che tuttora la sua figura suscita un certo fascino. Le sue gesta sono state d’ispirazione, ma se da una parte la vita pubblica ha mostrato un volto affidabile, dall’altra parte la sua vita privata è sempre stata avvolta dalle ombre.

Esce oggi per Fazi Editore “Due donne alla Casa Bianca” di Amy Bloom, la versione romanzata della storia d’amore fra la first lady e la giornalista Lorena Hickok. A differenza di “Foglie Cadute” di Wilkie Collins, sempre in uscita oggi per Fazi, che mi ha travolta dall’inizio alla fine, Due donne alla Casa Bianca si mantiene in precario equilibrio restando sulle punte e senza mai spiccare il volo del tutto.

Potere e amore sono sempre stati in contrasto fra di loro, destinati a fare a pugni, a cercare di prevalere l’uno sull’altra, e lo dimostra il fatto che fino all’arrivo della giornalista Lorena Hickok, Eleanor, abbia vissuto una vita in cui bisogna mantenere le apparenze, dimostrarsi forte per mantenere intatto il simbolo che rappresenta la Casa Bianca: solido, dove i sentimenti passano in secondo piano e ci si riduce ad essere soltanto personaggi pubblici.

Il loro incontro da vita a quella scintilla che si trasforma col tempo in una relazione dove le due donne si conoscono, si scoprono e si trovano. Ed è alla morte di Franklin Delano Roosevelt che Lorena porta indietro nel tempo il lettore ripercorrendo i passi di due vite che si sono incrociate al momento giusto, quando nessuna delle due si sarebbe mai aspettato che un briciolo di felicità potesse arrivare nelle loro esistenze ed è piacevole e soave quel senso di appagamento, la consapevolezza di aver trovato qualcuno con cui togliere la maschera ed essere se stessi.

È romanzata, fin troppo, la loro storia d’amore ha però messo in luce e con una crudezza tale il ritratto di Franklin Delano Roosevelt e dell’America dell’epoca, in cui sono dolorosi i flashback di Lorena e della sua infanzia, il travagliato passato che ha portato al realizzarsi di una strepitosa carriera, lei che dalla vita non si è aspettata mai nulla se non il vedersi continuamente sballottata da una parte all’altra da suo padre, uomo violento, causa della morte di sua madre.

Riflettersi negli occhi di Eleanor, una donna senza tempo, è un’immagine forte e suggestiva, che Amy Bloom è riuscita a cogliere e sebbene non sempre abbia mantenuto quella stessa intensità che mi sarei aspettata questo è un romanzo che colpisce soprattutto per la scelta di dare voce a due figure di cui non avrei mai pensato di leggere la loro storia in un romanzo. 

Due donne alla Casa Bianca è un gioco di contrasti in cui l’amore si trova nel posto più inaspettato del pianeta, tra le mura di un edificio possente e solido che al suo interno però mostra le sue crepe.

 

«Dicevamo sempre: non siamo due bellezze, perché era impossibile dire la verità. A letto invece eravamo due bellezze. Eravamo dee. Le ragazzine che non eravamo mai state: amate, impertinenti, felici e deliziose.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio.

 

 

 

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