End of the road bar di Daniele Batella | Recensione di Deborah

 

Fu come se una macchina del tempo avesse trascinato Elsa per le membra e l’avesse gettata contro il muro dei suoi ricordi sopiti, spezzandole le ossa del corpo in un fragore che esplose come un fulmine. Rivide Mumbai, New Delhi, la baraccopoli, il Khali Bari, Jessore, le budella di Manisha. E mentre le immagini vorticavano nella sua mente, si accorse che non stava respirando.

 

Editore: Dark Zone Edizioni
Data di uscita: 19 dicembre 2019
Pagine: 224
Prezzo: 14.90 € cartaceo ; 2.99 € ebook
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End of the road bar. Ediz. italiana: 2

È la notte più lunga che l’End of the road bar abbia mai avuto. Sette sconosciuti, condotti lì da un’invisibile volontà, raccontano le loro vite a Penny, la glaciale e misteriosa cameriera pronta a raccogliere le loro confessioni tra un drink e l’altro. E così, ora che i primi quattro clienti hanno messo a nudo le loro esistenze, è giunto il turno degli ultimi tre. Un rocambolesco viaggio tra le bianche cupole di Roma, le guglie sferzate dal vento di Norwich, le caleidoscopiche vie di New Orleans e le infinite lande ghiacciate dell’Antartide. Segreti, amori inconfessabili e crimini efferati si susseguono in un complesso arazzo che inizia a concedere le sue risposte alla più grande domanda dei sette. Cosa ci fanno veramente lì? Alla fine l’alba giungerà come una luce rivelatrice; i segreti verranno svelati, il misterioso filo che attraversa le vite dei sette verrà finalmente dipanato e Penny mostrerà il suo vero volto, gettando una fosca luce sul loro destino finale.

 

La fine dell’anno è un periodo molto particolare, il periodo in cui si riflette su ciò che è stato e su ciò che ci si aspettava, è il momento in cui si pianificano gli obbiettivi per il futuro e i buoni propositi. È un momento di stallo, in bilico tra presente, passato e futuro. Quest’anno per me la fine di dicembre è stato il periodo perfetto per fare un tuffo letterario nel passato, ritrovare vecchi compagni di viaggio di carta e inchiostro e proseguire insieme le loro avventure. Mi sono fatta rapire dalle atmosfere mistiche e oscure dell’End of the road bar per scoprire la seconda parte del romanzo e le tre storie dei personaggi rimaste in sospeso.

 

Quella donna le sembrava un po’ suonata a dirla tutta. Non aveva pianto neanche una lacrima e, di solito, anche alle peggiori canaglie si bagnava il ciglio quando vedevano per la prima volta la loro creatura. Però non doveva giudicarla. Parlava come una santa donna e Don Luciano, dall’altare sbeccato di San Giacomo, diceva sempre di non guardare la pagliuzza nell’occhio degli altri prima di…

 

La seconda parte di End of the road bar mi è piaciuta quasi più della prima! Forse è stato proprio ritrovare le atmosfere oscure e violente che mi avevano già colpita a fare in mondo che gustassi meglio la storia; questa volta ero già preparata ad incontrare la violenza, l’oscurità e la perversione. End of the road bar è un viaggio mistico alla scoperta degli oscuri anfratti dell’animo umano, è un percorso di espiazione, un cammino tortuoso sul viale dei ricordi di sette personaggi, sette sconosciuti che in una notte di tempesta sono stati inconsapevolmente attratti all’End of the road. Sono stata molto felice di ritrovare lo stile di scrittura di Daniele Batella, già dallo scorso volume il suo modo di scrivere mi era piaciuto tantissimo, trovo che sia un grande valore aggiunto al romanzo. La voce dell’autore mi ha incollata alle pagine, la narrazione ha un ritmo incalzante e appassionante, il lettore non può non rimanere coinvolto dai racconti dei personaggi. Quando ci si butta alla scoperta di un autore emergente non è facile trovare un testo accattivante e ben scritto, End of the road bar è stata da questo punto di vista una scoperta meravigliosa, se in futuro incontrassi altri romanzi scritti da Daniele Batella li leggerei sicuramente. La prima parte di End of the road bar mi era piaciuta molto ma contemporaneamente qualcosa non mi aveva del tutto convinta, nonostante questo piccolo dubbio non vedevo l’ora di continuare l’avventura.

 

L’amicizia fra Zaccaria ed Elizabeth si consolidò. Quando la ragazza raccontò al giovane la vicenda della madre, lui si sentì pervaso dalla compassione per quella povera anima. Era incredibile come Elizabeth avesse mantenuto la sua dolcezza e il suo sorriso nonostante l’infanzia terribile che aveva dovuto vivere.

 

Ero molto curiosa di scoprire la conclusione della storia di Elsa, l’autore aveva interrotto il suo racconto nello scorso volume in un punto molto delicato. Elsa credo sia stato il mio personaggio preferito, una storia lunga, tortuosa e violenta all’inverosimile; un percorso complesso e sempre in salita, proprio fino alla fine. In questa seconda parte del romanzo mi ha fatto piacere constatare che il sesso non sia stato “demonizzato” come nella prima parte; rimane comunque un elemento chiave, soprattutto nel finale e in una delle tre storie, l’ultima. Nelle quattro storie narrate dai personaggi nello scorso volume il sesso, in un modo o nell’altro, si è rivelato essere il male principale che ha afflitto le esistenze di queste anime sfortunate e tormentate. Sentir parlare in modo completamente negativo di un qualcosa di così delicato che può essere massima espressione di violenza ma anche massima espressione di amore non mi aveva convinta. Per me è stato un fattore molto positivo leggere una storia, la storia di Zaccaria ed Elizabeth, avente una tematica completamente diversa. Mi è piaciuto ascoltare il loro racconto, due personaggi un’unica storia; ho avuto la sensazione che fosse più soft, meno cruda rispetto alle altre. La storia di Sean è quella che mi è piaciuta meno dei sette personaggi, nonostante inizialmente ho trovato fosse davvero interessante, mi ha molto colpita la sua trasformazione e i risvolti del suo cammino verso la rovina; purtroppo però non mi è piaciuta per niente la scelta di questo personaggio di ignorare il proprio status di sieropositivo, riflettendo è un’azione coerente con la sua storia ma è un messaggio davvero pessimo conoscendo la gravità del problema che infetta la nostra realtà.

 

La notte prima della partenza, Sean li sognò. Gli apparvero, in tutto il loro splendore bioluminescente, mentre volteggiavano in un cielo indaco. Gli dissero che era stato molto bravo, aveva seguito i loro consigli e che a breve lo sarebbero andati a prendere. Doveva continuare così.

 

Nella seconda parte di End of the road bar abbiamo la conferma che le anime tormentate che bussano alla porta del locale non lo fanno per caso; specialmente scopriremo che per i nostri sette protagonisti i fili del destino sono stati intessuti e tirati da molto lontano, da tempo, davvero tanto tempo, era già scritto che si sarebbero trovati tutti insieme a condividere i più oscuri segreti sorseggiando i cocktail speciali preparati da Penny. Penny, la barista dell’End of the road, un personaggio particolare, misterioso ed interessante; l’autore in questo romanzo ci illumina su questa figura, mi aspettavo forse un po’ di più da lei ma tutto sommato la spiegazione mi è piaciuta. Mi è piaciuto molto scoprire come le vite di tutti i sette sconosciuti in qualche modo erano già entrate in contatto durante il loro cammino, tra di esse esiste una connessione molto potente, una connessione che non può essere spezzata ma unicamente amplificata dal destino. L’arrivo all’End of the road può essere visto come il capolinea, invece è un inizio, l’inizio di un’esistenza nuova ed intensa.

La seconda parte di End of the road bar è il proseguo di percorso denso e tortuoso alla scoperta dei più oscuri e luridi anfratti dell’animo umano, una lettura coinvolgente e sconvolgente narrata con maestria da Daniele Batella. End of the road bar non è un romanzo per tutti, è una libro per chi vuole osare e per chi non ha paura di fare un tuffo nel lato oscuro (della Forza).

 

 

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’autore, Daniele Batella, per la copia omaggio

 

 

 

May the Force be with you!
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