INK’S CORNER: Shadowman. Morto e sepolto #2 (Star Comics)

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Prosegue il mio viaggio con “Shadowman. Morto e sepolto”, secondo volume della nuova serie Valiant di Andy Diggle con i disegni di Renato Guedes, Doug Braithwaite, Shawn Martinbrough e José Villarubia.

Pagine: 112

Acquistalo subito: Shadowman. Morto e sepolto

Editore: Edizioni Star Comics
Collana: Valiant
Traduzione: F. Delle Rupi

Data di uscita: 19 Giugno
Prezzo: € 8,90

Per anni, Jack Boniface ha creduto di conoscere la storia del loa Shadowman, la vera storia della maledizione che lo possiede. Si sbagliava. Per la prima volta, Jack sta per scoprire il passato a lungo celato del potere sovrannaturale che gli appartiene per diritto di nascita. L’ultimo difensore della barriera tra il nostro mondo e la Zona Morta precipiterà indietro nel vuoto astrale fino a trovarsi faccia a faccia con i suoi antenati, attraverso i secoli. Dai vicoli della New York del 1940, dove la paranoia dilaga, fino alle piantagioni distrutte dagli incendi degli anni della guerra di secessione… indietro, fino alle alture primitive della savana africana del 40.000 a.C. Lo scrittore Andy Diggle e una squadra di disegnatori formata da Shawn Martinbrough, Doug Braithwaite e Renato Guedes svelano in questo volume le origini del mito di Shadowman.

Ci dovrebbe essere un limite alla bellezza di un fumetto e al fascino di un personaggio, ma con Shadowman i limiti si oltrepassano e le regole si infrangono. Il primo volume mi aveva già conquistata per la sua storia e la peculiarità del personaggio, oltre l’ambientazione, una New Orleans dove la ragione si scontra con l’occulto, creando così un forte contrasto reso vivido dalle tavole spettacolari disegnate da grandi artisti, dinamiche e che racchiudono l’essenza del voodoo e la sua brutalità.

Questa volta però con “Morto e sepolto” la musica cambia, il tempo si dilata e ci conduce in un viaggio a ritroso in cui la storia viene vissuta attraverso gli occhi di un Boniface fantasma, che segue gli avvenimenti come un silenzioso spettatore, partendo da un Harlem noir degli anni ’40, per tornare ancora più indietro, a vestire i panni di un eroe della Guerra Civile per scoprire le origini di Shadowman fino all’alba dei tempi, in una tribù dove le leggende non erano un espediente narrativo fantastico, ma realtà concreta.

Prendere in mano questo volume quindi significa intraprendere un doloroso viaggio attraverso la storia afroamericana, nei punti in cui le ferite sono ancora aperte, facendo del vuoto astrale un abisso nel quale sprofondare al suo interno vuol dire venire inghiottiti, frammento dopo frammento, in una spirale in cui bisogna fare i conti con le proprie origini, con i volti del passato, gli antenati di Jack Boniface e di conseguenza conoscere Shadowman, il significato di un loa arrabbiato che non stringe vincoli ma li spezza, salva le persone, anche se il prezzo da pagare per colui che utilizza il suo potere è alto.

Gli stili di disegno che ci accompagnano durante questa avventura sono tutti diversi, in qualche modo ci mostrano un lato diverso di Shadowman, da quello più noir fatto di contrasti netti e tinte piatte le tavole evolvono diventando sempre più realistiche e dettagliate, cambiando totalmente lo stile che le contraddistingue. Si passa dalle silhouette taglienti dei grattacieli degli anni ’40 al brutale vecchio west, per poi tornare al presente, una realtà spenta e quasi senza colore, per poi fare un salto indietro verso una preistoria vivida e dai colori del fuoco. 

Mentre Jack continua a cadere nel vuoto, c’è una cosa importante che diventa il fulcro di questo volume, la riscoperta delle sue origini. In ogni fumetto che si rispetti questo è un tema centrale, scoprire da dove proviene la propria forza e le proprie debolezze è sempre la chiave per raggiungere un livello superiore, una sorta di pace interiore che permette al protagonista di avere le idee chiare su se stesso e sul suo scopo, oltre che sul suo potere. 

In questo preciso caso è la morte di Boniface a dare la spinta necessaria ad intraprendere questo viaggio, una ricerca interiore che potrà portarlo solo a migliorarsi sia dal punto di vista spirituale che mentale. In genere non è mai facile affrontare un viaggio come questo, non c’è nulla a cui aggrapparsi per tornare subito al presente, e si rivivono in continuazione gli errori del passato, si abbattono di nuovo gli stessi ostacoli che sono già stati abbattuti ma questa volta lo si fa con qualcosa in più, la consapevolezza che per quanto sia dura si è capaci di farlo, in fondo è qualcosa che è già stato fatto, e se si è riusciti una volta nell’impresa si può riuscire sempre a portarla a termine.

In questo modo la vita di Jack diventa una sorta di caleidoscopio, un po’ come in quelle puntate delle serie tv in un cui si rivive lo stesso giorno ma non si riesce mai a trovare il modo giusto per sciogliere il loop temporale per tornare al presente o andare avanti con il futuro, ma la chiave di tutto sta nel comprendere qualcosa di nuovo, diventare migliori e più forti e soprattutto consapevoli della propria forza.

«Non è come dicono tutti. La vita non ti passa davanti agli occhi. È più come se ci precipitassi attraverso. Ogni passi che hai fatto. Ogni errore che hai commesso. Ogni rimpianto. Mi protendo verso un istante, cerco di cambiare l’esito. Ma non c’è nulla a cui aggrapparsi. Il momento è passato. È troppo tardi. E cado.»

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⚜ Reazione post lettura: “E tutto si fa di nuovo nero”, voglio il terzo volume.
⚜ Pagine lette: 112
⚜ Da consumarsi preferibilmente: Il magnetismo è talmente forte che si consuma subito. 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Star Comics per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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