Inku Stories #19: Crueler than dead #2 di T. Saimura e K. Takahashi

Si conclude Crueler than Dead di Tsukasa Saimura e Kozo Takahashi, manga pubblicato  da Edizioni Star Comics e tradotto da D. G. Caci.

Pagine: 208

Acquistalo subito: Crueler than Dead 2

Editore: Edizioni Star Comics
Traduzione: D. G. Caci

Data di uscita: 1 Novembre
Prezzo: € 7,00

Una giovane donna si risveglia in un mondo devastato. Non sa chi è, né dove si trova. Tutto ciò che sa è che corre un grave pericolo: è preda in un mondo invaso dagli zombie. Non le resta che correre, uccidere, nascondersi, e ancora correre, trovare delle armi, del cibo, tentare di fuggire. E, soprattutto, provare a capire. Cosa è successo al mondo? Cosa sono e da dove arrivano gli zombie? Ma soprattutto: perché lei, essere umano in buona salute, vomita… delle dita? Una base post-apocalittica in stile The Walking Dead, una narrazione “road trip” alla Mad Max, una protagonista forte: Tsukasa Saimura e Kozo Takahashi offrono una visione moderna dei non-morti.

All’inizio di questo mese si è conclusa la duologia di Tsukasa Saimura Takahashi Kozo, Crueler than Dead, serie che devo essere onesta non ha deluso le mie aspettative, con questo secondo volume il cerchio si chiude e ciò che emerge è soltanto il degrado di un mondo alla deriva, dove sogni e speranze sono concetti anomali e ciò che viene spontaneo chiedersi è se l’umanità riuscirà a risollevarsi dopo una catastrofe simile.

La storia era stata già delineata sin dal primo volume e riprende esattamente dove avevo lasciato i personaggi, ovvero alla ricerca di un appiglio al quale aggrapparsi il cui nome è il quinto centro dei rifugiati di Tokyo, meglio conosciuto come Togo. L’atmosfera che si respira preannuncia la piega che prenderà questa parte della storia: tetra, agghiacciante e ansiogena. 

Source: Google.

Maki Akagi viene separata dal resto del suo gruppo e condotta ai piani alti della torre di Tokyo, luogo per lo più abitato da persone influenti, mentre i restanti si accingono a superare le mura della parte bassa, quella in degrado, dove non è garantita la sopravvivenza di nessuno. Il motivo per cui le persone non si ribellano a questo sistema è che, un po’ come un’oasi, questo tipo di governo tiene a bada gli animi ribelli del popolo dando alla gente ciò che vuole: la speranza.

La speranza in un mondo come questo è un’arma a doppio taglio, costringe a piegarsi a un sistema che non funziona, ma che porta avanti soltanto coloro considerati forti, per denaro o posizione politica. Il nostro sguardo si divide fra le mura lussuose della torre e la baraccopoli, mostrando i due lati di una medaglia scheggiata, sempre più corrosa dall’egoismo dell’uomo.

In questo secondo volume gli OZ non sono il problema, ma lo è il genere umano, andato alla deriva. Per sopravvivere bisogna dividersi in gruppi, avere accanto persone forti e disposte a sporcarsi le mani, problema che non hanno nella Torre, le loro mani sono già sporche del sangue di tutte quelle vite che si sono spente.

Come potrete intuire questo è una parte intensa della storia, ancora di più delle basi che ci hanno regalato i due autori, una visione cruda del mondo e spietata, tanto per la sua ambientazione che per la caratterizzazione dei suoi personaggi, ingranaggi che nel sistema Saimura-Takahashi funzionano alla perfezione.

La società all’interno del Togo è divisa in gruppi, dove i bambini hanno il loro fazione, così come anche i tossici e i ricconi.

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I ragazzini coalizzati in gruppo si sforzano di sopravvivere a un mondo in cui essere bambini non impedisce agli adulti di far loro del male, ma a loro modo riescono a tirare avanti cooperando. 

Dall’altra parte vediamo anche il Distretto E, quello dei disperati, uomini che sembrano quasi scheletri, tenuti in vita soltanto dalle droghe e dai piaceri carnali. 

Per finire ci sono loro, i benestanti, quelli della Torre alta, che tengono i privilegi per sè e stringono sempre di più il guinzaglio attorno al collo del popolo, pronti a togliere loro fino all’ultima goccia di sudore.

Questa divisione è la stessa che abbiamo già avuto modo di vedere anche in altri lavori, serie tv, film o romanzi, ciò nonostante qui è enfatizzata la natura diabolica ed egoista dell’uomo, il che rende un manga come questo la traduzione perfetta di un mondo non tanto diverso da quello che leggiamo.

Lasciar andare personaggi di una serie breve è sempre difficile, soprattutto quando la serie è ben strutturata perchè in un certo senso si finisce per affezionarsi ad alcuni di loro, ognuno con le proprie caratteristiche e storie travagliate hanno arricchito la narrazione di particolari interessanti, ampliando la visuale e rispondendo alle domande lasciate in sospeso.

Source: Google.

Uno dei più grandi motivi per cui vale la pena leggere “Crueler than Dead” è per scoprire una storia dal retrogusto amaro, che pur affondando nell’odio, il degrado e la rabbia, lascia ancora spazio per la speranza e non quella falsamente fornita per ottenere qualcosa, ma quella che alcuni personaggi cercano di trasmettere agli altri, attraverso sacrifici o gesti estremi pur di dare un futuro al genere umano.

La cosa che viene da chiedersi a questo punto è, dopo aver visto tutto questo, se il genere umano meriti di essere salvato. A rispondere a questa domanda è uno dei protagonisti, qualcuno che si è sempre dimostrato generoso e caparbio, qualcuno che è disposto a tutto pur di salvare la vita di qualcun’altro.

Crueler than Dead in sostanza è un degno avversario per serie come “The Walking Dead”, racchiusa in due soli volumi ci presenta una realtà davvero agghiacciante evitando tutte le parti superflue per raccontarci in maniera chiara e concisa il mondo durante un’apocalisse zombi.

Mirai? È strano chiamare “Futuro” un bambino nato in un mondo come questo…

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⚜ Reazione post lettura: 
Lacrime, nient’altro che lacrime per un personaggio che adoravo.

⚜ Pagine lette: 208
⚜ Da consumarsi preferibilmente: È una storia che va assaporata poco a poco, tra un sorso di caffè e l’altro.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Star Comics per la copia omaggio.

 

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