Inku Stories #61: La processione funebre di K di Maki Kusumoto

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Oggi parliamo de “La processione funebre di K“, il manga accattivante di Maki Kusumoto che briciola dopo briciola ci porta alla scoperta del vero K, l’enigmatica figura attorno alla quale si intrecciano le vite di diversi personaggi.

Data di uscita: 8 Luglio

Acquistalo subito: La processione funebre di K

Editore: Edizioni Star Comics
Collana: Wasabi
Genere: Mistero
Traduzione: Yupa

Pagine: 256
Prezzo: € 17,90

Mikaya non pensava che l’appartamento in cui sta per trasferirsi si trovasse in un complesso così misterioso, labirintico e barocco; e men che meno si aspettava che l’inquilino precedente fosse da poco scomparso in circostanze misteriose e mai chiarite. Cos’è successo realmente a K? E che ruolo hanno i suoi bizzarri condomini nella faccenda? Atmosfere claustrofobiche, personaggi enigmatici e ambigui che si muovono come grottesche marionette, ambientazioni soverchianti minimaliste e dal gusto liberty raffigurate con un bianco e nero dai forti contrasti: “La Processione Funebre di K” è un capolavoro della sensei Maki Kusumoto, innovatrice che ha riscritto le regole del fumetto femminile giapponese, inaugurando una cifra stilistica poi resa celebre dalla sensei Ai Yazawa col suo celeberrimo “Nana”.

Il vero mistero è che fine abbia fatto K, o meglio il suo cadavere, perché là dove dovrebbe essere sepolto non c’è nulla se non terra smossa e il vuoto che ha lasciato la sua assenza che stranamente diviene l’ossessione di tutti coloro che lo conoscevano, i suoi vicini di casa e coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare la sua strada. 

Il lutto lascia quindi aperta una ferita, quasi come se fosse stato K a tenere incollate le esistenze di ogni personaggio ed è solo all’arrivo di Mikaya che ogni sua fragilità viene a galla, mostrando ciò che era in realtà, un uomo pieno di rimpianti che si nascondeva dietro una finta aura di felicità.

È nel dolore che Maki Kusumoto costruisce un labirinto dove i suoi personaggi si ritrovano a dover affrontare un enigma dopo l’altro nella speranza di riuscire a trovare una strada giusta, quella che possa condurre tutti loro fuori dal dedalo dove sono intrappolati.

In fondo sembrano essere tessere di un domino che senza K crollano una dietro l’altra, creando una catena di eventi che lì per lì sembrano essere indecifrabili, ma con la giusta prospettiva ci si rende conto che è l’assenza di K la chiave di lettura per riuscire a venire a capo delle loro questioni irrisolte. In qualche modo lui era non solo il collante che li teneva uniti ma anche l’ingrediente segreto che mancava nelle loro esistenze.

Eppure K era solo un bluff, qualcuno che sapeva come giocare le sue carte, ma che a lungo andare è stato sopraffatto dal peso della sua stessa maschera, solo in pochi lo conoscevano per com’era in realtà, ma una volta divenuto il ritratto dell’infelicità si è smarrito dentro se stesso, lasciando a coloro che sono rimasti il difficile compito di rimettere insieme i suoi tasselli sparsi.

C’è della malinconia nelle tavole della mangaka, una poetica rappresentazione del dolore e della morte che si fa largo in un’ambiente artificioso dove i suoi personaggi si mostrano a nudo in un gioco di contrasti netti, dove i neri e i vuoti si completano e così anche le parole che piombano come macigni ogni qualvolta emerge la verità su K.

Dietro le fila di questa storia il lutto per la scomparsa di K fa da burattinaio per tutti i protagonisti, mettendo in evidenza la loro difficoltà nell’affrontare le loro questioni aperte, il dolore di aver perso per qualcuno una figura importante ma allo stesso tempo tutti questi sentimenti si traducono in una ambigua melodia accompagnata da una storia dai tratti poetici e dai disegni davvero delicati e contrastanti allo stesso tempo.

La delicatezza dei tratti, un po’ come l’innocenza, si scontra con temi forti, quali la dipendenza, l’amore tossico, l’infelicità e l’ossessione, tutte sfaccettature di un uomo capace di riempire quei piccoli vuoti nella vita di molte persone, quasi come se fosse un elemento non essenziale delle loro esistenze ma necessario per completarle.

La processione funebre di K è un requiem cantato da molte voci, una lenta melodia malinconica che unisce in un coro di voci spezzate tutti coloro che in un modo o nell’altro vedevano in K un piccolo barlume di felicità.

⚜ Manga simili: Il giardino dell’Eden
⚜ Reazione post lettura:
la malinconia che non va più via.

⚜ Pagine lette: 256
⚜ Da consumarsi preferibilmente: in compagnia di un buon tè, sotto le coperte, approfittando di questa piacevole brezza autunnale.

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Star Comics per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

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