La Casa delle Risposte di Anna Cancellieri | Recensione di Deborah

 

In un paese viveva un uomo. Era ancora giovane, non brutto né sciocco, di indole schiva e severa con tratti di tenerezza che tendeva più a nascondere che a esibire. Sebbene da molti fosse giudicato un buon partito, non aveva moglie. Perché nel paese si diceva che avesse un dono terribile: non poteva affezionarsi, senza che qualche disgrazia gli togliesse ciò che aveva caro.

 

Editore: Macchione
Data di uscita: 2018
Pagine: 132
Prezzo: 15.00 €
Acquistalo subito: La casa delle risposte

In un paese, un uomo vive in un malinconico isolamento: una maledizione pesa su di lui, privandolo inesorabilmente di ciò che ama. Perché? Un giorno un bizzarro mendicante gli parla di un luogo leggendario dove ogni domanda trova risposta. Lui non dà peso alla cosa, fino al momento in cui scopre di essere ricambiato dalla fanciulla che ama in segreto. Decide di partire per proteggerla, inseguendo quell’esile indizio. Lo aspetta un lungo viaggio tra città esotiche, antichi bazar, deserti sconfinati, fin quasi ai confini del mondo. Ma più si avvicina alla meta agognata, più essa sembra allontanarsi da lui come un miraggio. E mentre egli prosegue senza scoraggiarsi, qualcun altro è sulle sue tracce… Una ricerca che ha il sapore di una caccia al tesoro e si conclude in modo inatteso e folgorante.

 

Vi siete mai chiesti perché esistiamo? Riflettendo, può esserci davvero una o più risposte a questa domanda? Nel caso, sarà/saranno giuste oppure sbagliate? Domande, domande e ancora domande. Domande generate da precedenti e successivi interrogativi, una corsa infinita quella del sapere. Cosa succede durante il tragitto? La vita è un insieme di piccoli e grandi momenti da gustare, troppo spesso rincorriamo freneticamente un desiderio o un obbiettivo dimenticandoci di ciò che abbiamo intorno. La Casa delle Risposte è una favola dal sapore antico che affonda le sue radici nella realtà, è un viaggio incredibile alla ricerca della verità e all’insegna della riflessione.

 

Un giorno di vento e pioggia bussò alla sua porta un mendicante cencioso. Lo fece entrare, gli fece posto davanti al fuoco e divise con lui la sua cena. Tra i due, era il pezzente a tener viva la conversazione. Non era né giovane né vecchio e dall’aspetto non si capiva se fosse uomo o donna aveva la faccia triangolare, zigomi evidenti, occhi verde giada un pò obliqui, mento piccolo e bocca sottile, con un angolo rivolto in su che gli dava un’aria sardonica.

 

Credete nel destino? Tutto ciò che ci succede di giorno in giorno, le gioie, i successi, le difficoltà, fanno parte di un piano più grande di noi oppure siamo in grado di impugnare la nostra vita e tracciarne il percorso da seguire? È possibile anche essere intrappolati nel mezzo, in balia di queste due grandi correnti che trascinano a destra e a manca la nostra mente, disorientandola e confondendola. Ho avuto la sensazione che il protagonista di La Casa delle Risposte si trovi proprio in questa situazione, combattuto tra il dover accettare la convivenza con la propria maledizione e la voglia di dare un senso e spezzare l’orrendo incantesimo. L’uomo vive in balia di una tremenda maledizione, appena si affeziona veramente a qualcuno o a qualcosa una terribile disgrazia lo priva di quell’affetto. Coincidenza o stregoneria? Il protagonista sembra accettare con rassegnazione lo stato forzato di isolamento al quale è soggetto, le persone temono di avvicinarsi a lui ed egli teme di fare del male a chi gli sta intorno. È il cosiddetto cane che si morde la coda, un circolo vizioso apparentemente impossibile da spezzare. Assistiamo con malinconia ad una serie di episodi sfortunati che accadono al protagonista, fino a che l’amore si rivela l’input perfetto per il cambiamento.

 

L’uomo si era messo in cammino risalendo il fiume, con un bagaglio ridotto, una borsa di denari, piccole gemme di scorta cucite nella camicia e, per compagnia, il suo cavallo e due libri che aveva cari. Perché viaggiava, non voleva confessarlo neanche a se stesso. Il motivo, si diceva, era mettere più strada possibile dall’oggetto del suo amore.

 

Appena l’uomo si rende conto che la fanciulla che ama in segreto ricambia i suoi sentimenti è spinto a spezzare le catene che lo ancorano alla solitudine, coglie al volo lo strano incontro con un mendicante a cui offre riparo in una notte di tempesta. Il vagabondo nei suoi racconti nomina una misteriosa Casa delle Risposte in cui viene offerta una soluzione ad ogni genere di interrogativo, il protagonista viene folgorato dall’informazione, tanto che inizia a prendere forma in lui una strana e bramosa inquietudine. Il desiderio di agire per spezzare la maledizione di cui è vittima diventa un bisogno di sopravvivenza, anzi, possiamo dire il bisogno di iniziare a vivere la vita all’insegna della gioia e dell’amore sconfiggendo il fato avverso.
Credete sia possibile essere artefici del proprio destino? È una questione molto spinosa sulla quale riflettere e ragionare, certe volte sono convinta che alcuni avvenimenti accadano e basta a prescindere dalla nostra volontà; in altre situazioni invece sono certa che si debba agire per prendere in mano il controllo e scegliere volontariamente la direzione giusta da seguire. Forse non c’è una risposta giusta ed una sbagliata, e la verità, come si suol dire, sta nel mezzo; ma il solo fatto di agire, non arrendersi e prendere in mano le redini per condurre il gioco è sinonimo di vivere.

 

L’uomo attraversò paesi sconfinati, montagne e pianure, viaggiò sul mare all’ombra delle grandi vele bianche che sbattevano al vento. Arrivò infine a una città di scambio, un grande mercato d’oriente sul nodo delle carovane che si spostavano dai quattro punti cardinali.

 

L’uomo decide di armarsi di grande coraggio e partire per un lungo viaggio verso l’ignoto, con l’obbiettivo di raggiungere una meta fumosa ed evanescente, un luogo fantastico che forse non è mai esistito. È ammirevole la caparbietà con la quale il protagonista ha scelto di agire, di intraprendere un cammino immerso nell’oblio, rischiarato solo dalla flebile speranza di riuscire a cambiare la sua esistenza e finalmente abbracciare senza preoccupazione l’amore della sua vita. Il viaggio al fianco del protagonista ci condurrà in luoghi magici ai confini del mondo, l’autrice è stata una guida magistrale in questo percorso oscuro, ha saputo dipingere l’avventura con colori sgargianti, personaggi unici e ambienti incantati. Mi è piaciuto tantissimo il suo stile di scrittura fluido ed immediato, con frasi brevi e immagini ricercate crea una favola meravigliosa, un racconto che permette al lettore di volare lontano con la fantasia e allo stesso tempo di riflettere su di sé.

La Casa delle Risposte è il luogo che tutti desideriamo raggiungere, è la meta agognata dove trovare le soluzioni ai problemi che ci attanagliano. Spesso siamo accecati dall’obbiettivo finale tanto da perdere per strada importanti tasselli, forse è il caso di goderci di più il fantastico viaggio che è la vita, molto spesso siamo noi stessi ad avere già le risposte di ciò che cerchiamo.

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’autrice, Anna Cancellieri, per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
Precedente #proiettilidicarta: L'enigma del gesuita di Andrea Frediani Successivo Amore a prima copertina – Cover Love #64