L’amazzone e il vichingo di Deborah Begali | Recensione di Deborah

 

Per secoli erano state le amazzoni a viaggiare alla ricerca delle piccole nate femmine, abbandonate da quasi tutti gli angoli del mondo, lasciate sulle montagne o nei boschi solo perché non potevano essere sfamate, poiché non erano uomini. I vichinghi erano coloro che avrebbero probabilmente dominato il mondo, Morrigan lo sapeva, come aveva saputo anche che, al loro arrivo all’Abbazia, le amazzoni non avrebbero mai potuto sconfiggerli.

 

Editore: Independently published
Data di uscita:  1 maggio 2020
Pagine: 292
Prezzo: 2.99 € ebook ; 11.90 € cartaceo

Vichinghi e amazzoni, gli uni contro le altre per accaparrarsi la Valle mentre la Nebbia incombe Oltreconfine. Cristen, re dei vichinghi, e Morrigan, sorella maggiore delle amazzoni, si sfidano per assicurarsi il destino del mondo in una terra dominata dal maschilismo. Le persecuzioni messe in atto dagli uomini decimano la popolazione femminile e la specie ormai è a rischio: l’amore tra uomo e donna è solo retaggio di un passato antico. Possono due nemici giurati sovvertire l’ordine delle cose? Potrebbero Morrigan e Cristen amarsi nonostante la guerra e le persecuzioni?  E se, tra loro, le consuetudini dei popoli non sortissero alcun effetto?

 

In questo periodo sono completamente dipendente dai fantasy, non so bene per quale motivo ma si è risvegliato in me l’amore per il genere che mi ha fatto appassionare alla lettura anni e anni fa. Inoltre sempre nell’ultimo periodo ho iniziato ad apprezzare in modo particolare i romanzi a sfondo storico, mi sono sempre piaciute le storie d’amore di altri tempi ambientate nel passato ma non avevo mai spaziato molto in questo genere. L’amazzone e il vichingo di Deborah Begali è un romanzo che unisce la mia passione ritrovata per il fantasy, il mio nuovo interesse per la storia e la mia dipendenza perduta per i romance, avrei mai potuto resistere?

 

Il nord, oltre i Grigi, era dove viveva Cristen. La neve era meno presente rispetto alla montagna, ma comunque spruzzatine di bianco inframmezzate a terriccio erano visibili già dopo aver attraversato l’altopiano. Morrigan solcò i sentieri  del villagio d’origine del re. Il popolo viveva nella tende e non nelle casette di paglia e fango che lei sapeva i vichinghi erano soliti costruire quando si fermavano anni in un luogo.

 

L’amazzone e il vichingo è un libro che mi è piaciuto molto, la storia creata da Deborah Begali ha saputo catturarmi e incollarmi alla sue pagine, durante la lettura ero sempre più smaniosa di scoprire i risvolti della vicenda tra l’amazzone Morrigan e Cristen dei vichinghi. Ero certa che il nuovo romanzo di Deborah Begali mi avrebbe appassionata, mi piace molto lo stile di scrittura dell’autrice, la sua accuratezza e passione nel far rivivere il passato. Deborah Begali ha creato un mondo incastonato in un passato fortemente misogino, un mondo nel quale le donne sono disprezzate e schiavizzate dagli uomini. L’odio degli uomini nei confronti delle donne è diventato tale per cui l’esistenza della specie ha i giorni contati, le persone infatti non si riproducono più né per soddisfare l’istinto né per amore. Gli abitanti del nuovo mondo non sanno più cosa significa amare, i sentimenti sono stati estirpati in favore del potere, dell’odio e della violenza. I vichinghi guidati da re Cristen sono una potenza inarrestabile, sono i signori della guerra destinati a dominare il mondo e sottomettere tutto ciò che incontrano nel loro cammino. Le amazzoni invece sono l’ultimo barlume di difesa del genere femminile, le poche rimaste sono ridotte a sopravvivere nella Valle arroccate in un’antica Abbazia. Combattono per salvare le poche bambine che ancora camminano sulla Terra, combattono per proteggersi e soprattutto per salvaguardare la propria libertà dal giogo della dominazione vichinga. Il mondo di Morrigan e Cristen è un mondo duro e violento, una realtà che non fa sconti, non perdona e non offre molte possibilità.

 

Non riusciva a dormire. Più si girava e più avvertiva la nausea e l’agitazione che non le davano tregua. Si mosse nel giaciglio della cella. Non respirava, si sentiva oppressa mentre fuori il cielo era luminoso e sanguigno a causa dei fuochi sul Tism.

 

Cristen. Cristen è il re del popolo vichingo, colui che è destinato a diventare presto il re del mondo e a generare con un’amazzone l’ultimo sovrano, almeno così afferma la profezia. I vichinghi sono un popolo dedito alla guerra e alle conquiste; fortemente maschilisti rendono schiave le donne che incrociano la loro strada, disprezzano il genere femminile tanto da aver perso l’istinto di riprodursi e arrivano a detestare persino le loro madri. L’unico destinato ad avere un erede maschio è il re. Chi dice che deve essere per forza maschio? B’è i vichinghi possono generare solo altri uomini. Questa è la cruda realtà ma Cristen è diverso, imparerà presto che la sua diversità sarà una pericolosa arma nelle mani di un’amazzone bugiarda. Il personaggio di Cristen mi è piaciuto davvero moltissimo, oltre ad essere davvero affascinante nel corso del romanzo ha avuto un’evoluzione molto importante. Nonostante l’attaccamento alle tradizioni e al proprio destino Cristen si fa travolgere dai sentimenti degli antichi, considerati come un cancro da estirpare. Il re appare una figura tutto d’un pezzo ma nasconde sapientemente un lato umano, sincero e compassionevole. Nel corso della storia Cristen svilupperà in modo significativo la propria umanità, imparerà a convivere con i sentimenti che tanto gli porteranno tormento. Mi è piaciuto molto assistere alla crescita di questo personaggio, al suo riuscire ad andare oltre rompendo gli schemi imposti dalla sua epoca. Il re sarà dilaniato internamente da una guerra tra amore e potere che lo porterà a mettere in dubbio tutto ciò in cui ha sempre creduto.

 

Il bracciale nero della Nebbia sembrava pesante e ogni volta che lo toccava Morrigan si rendeva conto, invece, di quanto era leggero. Era spesso e concavo, ma fatto di un materiale – non avrebbe saputo dire quale – nero e opaco. Perfettamente cesellato, non aveva alcun difetto nella forma e nella fattura e le racchiudeva il polso.

 

E poi c’è Morrigan sorella maggiore delle amazzoni. Alcune volte mi capita di avere dei problemi con le protagoniste femminili dei romanzi e con Morrigan è stato così. Purtroppo alla fine il suo personaggio non mi è piaciuto molto, durante la lettura le ho dato diverse possibilità di farmi ricredere e di essere apprezzata ma non è successo. Morrigan è responsabile delle poche amazzoni rimaste, desidera a ogni costo proteggere le proprie sorelle e difendere la loro libertà dall’oppressione vichinga. Non è un caso che io abbia precisato da quale oppressore Morrigan voglia a tutti i costi preservare la propria libertà. Gli ideali e i diritti per cui si batte la giovane donna in un mondo giusto dovrebbero essere sacrosanti, ma le amazzoni non vivono in un mondo ideale; sotto questo punto di vista ho apprezzato la caparbietà e la tenacia dell’amazzone ma per me non è stato sufficiente per andare oltre alla sua natura e al suo immobilismo. Quello che proprio non sono riuscita a sopportare della protagonista è il suo essere bugiarda proprio fino alla fine; forse ha giocato un ruolo chiave il fatto che odio fortemente la falsità, è una caratteristica che non posso proprio riscontrare in un personaggio positivo. Odio chi mente agli altri e odio chi mente a sé stesso, Morrigan fa entrambe le cose. Secondo me il suo personaggio è stato piuttosto statico, nonostante tutti gli avvenimenti vissuti Morrigan non è stata capace di accettare i propri sentimenti e ampliare le proprie vedute per iniziare a cambiare il mondo partendo dall’unione e dall’amore. Temo che a causa delle scelte e dei comportamenti di Morrigan ai miei occhi la relazione tra l’amazzone e il vichingo sia compromessa, spero di sbagliarmi e soprattutto mi auguro che la protagonista riesca a farmi ricredere nella prossima avventura.

L’amazzone e il vichingo è stata un’avventura piacevole e appassionante, non vedo l’ora di scoprire cosa accadrà a Cristen e Morrigan…riusciranno a salvare la specie e a riportare nel mondo l’amore?

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’autrice, Deborah Begali, per la copia omaggio

 

 

May the Force be with you!
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