Let’s talk about: I fiori non dimenticano di David Whitehouse

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Oggi parliamo di una lettura che mi ha emozionata, I fiori non dimenticano di David Whitehouse, pubblicato da Sperling & Kupfer e tradotto da Federica e Stefania Merani.

Data di uscita: 2 Aprile

Acquistalo subito: I fiori non dimenticano

Editore: Sperling & Kupfer
Collana: Pandora
Traduzione: Federica e Stefania Merani
Genere: Narrativa

Prezzo: € 18,50
Pagine: 308

Dove ha trent’anni, ma non ha un passato: non sa niente della propria infanzia, dei genitori che non ha mai conosciuto, e neanche dello strano nome che gli hanno donato. Dal centralino del reparto emergenze di Londra, si occupa di risolvere i problemi che sconvolgono le vite altrui; mentre lui trascorre una vita solitaria. Tuttavia, la sua stessa esistenza viene stravolta all’improvviso quando la scatola nera del volo PS570 Giacarta-Londra, scomparso nel nulla nel 1984, viene ritrovata per caso nell’Oceano Indiano. Da quel momento, Dove inizia a rivivere nella sua mente ricordi che in realtà non gli appartengono. Quei ricordi, infatti, sono di Peter Manyweathers, un addetto alle pulizie di New York che, nel 1984, dopo aver ritrovato una strana lettera d’amore all’interno di un volume di botanica alla Brooklyn Library, era diventato un instancabile cacciatore di fiori rari. Una passione che aveva condotto Peter in una ricerca ai quattro angoli del mondo. Attraverso i ricordi di Peter, anche Dove percorrerà terre selvagge e meravigliose, rivivrà la grande solitudine di quello sconosciuto che abita la sua mente, ammirerà i fiori esotici e ne sarà conquistato. Forse, proprio nella ricerca dei fiori si cela la verità sul tragico destino del volo PS570. E forse, ripercorrendo i passi di Peter, Dove potrebbe svelare il mistero della propria identità.

Questa doveva essere una lettura a due, ma non sempre le cose vanno come previsto. Quindi, ora che ho finalmente un po’ di tempo posso condividere con voi le mie impressioni riguardo un romanzo formidabile che è riuscito in tutto e per tutto a conquistarmi: I fiori non dimenticano di David Whitehouse. Libri come questi sono delle rarità, perle che spesso e volentieri si nascondo in bella vista ma è soltanto quando le si nota che si comprende la profondità delle storie.

È sottile e nascosta la linea che separa Dove dal passato. Senza origini e radici vere e proprie ha continuato a vivere ignaro di chi fossero i suoi genitori, come se prima di essere adottato non ci fosse stato nient’altro che il suo presente, con un vuoto al suo interno, come un libro a cui manca un’introduzione e scorre comunque, perchè deve farlo. È un albero privo di rami che in qualche modo sopravvive, aiuta le persone a risolvere i loro problemi dal centralino dove lavora. La vita ha uno strano senso dell’umorismo, Dove riesce a “sistemare” gli altri ma non se stesso, camminando sulla Terra senza uno scopo apparente, ignaro di ciò che lo attende in futuro. 

Ecco che una crepa fa la sua comparsa quando la scatola nera di un volo scomparso negli anni ’80, PS570, ed è in quel momento che la monotonia e l’alienazione del presente vengono stravolti, per Dove infatti significa intraprendere un viaggio attraverso i ricordi di Peter Manyweathers, un uomo qualunque che però lo porterà a superare i suoi limiti, spingersi oltre ciò che conosce, assaporare un po’ di brio, andare fino in fondo per portare a galla una risposta alla domanda rimasta sospesa per anni: cos’è successo a quel volo?

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È suggestivo Whitehouse nel raccontare una storia che cattura per la sua originalità e lo stile magnetico con il quale l’autore ha scelto di caratterizzare la trama, delineare il suo personaggio, rivivere i ricordi attraverso le piccole cose, permettere a chi legge di scoprire la bellezza di un mondo meraviglioso che porta con sè qualcosa di più di un semplice momento, ma che finisce per segnare fino alla fine. La lettura travolge come un fiume in piena, schiaccia per la sua bellezza e per l’emozione che riesce a suscitare, parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina.

Sembra quasi di vedere scorrere il romanzo come se fosse un film, uno di quelli d’autore che si focalizzano sulle piccole sensazioni per poi allargarsi e raccontare con una spontaneità disarmante la vita, i ricordi, ciò che resta di un uomo una volta morto e l’importanza delle proprie radici, quel vuoto che si può soffocare illudendosi ma che ogni volta ritorna a presentare il conto. Emoziona, fa sospirare, è onirico l’autore nel costruire un microcosmo dove Dove è il collante, ma anche la lente d’ingrandimento di ricordi perduti, scandito come il tempo attraverso tre ramificazioni diverse che portano il protagonista a conoscere se stesso, Peter ad emergere e la scatola nera a diventare un punto cruciale della narrazione.

C’è tutto questo dove I fiori non dimenticano, un’infinità di ricordi che costruiscono una, dieci, cento vite, tutte connesse fra loro e che una volta finite è quasi come se permettessero a coloro che restano di aprire gli occhi, scoprire che c’è ancora un mondo intero da esplorare ma prima di farlo bisogna andare a fondo e sciogliere la matassa che incatena la nostra anima.

“Ed è a quel punto che gli torna in mente la Viola nephrophylla. E non solo. Rammenta il fiore e la mano che un giorno lo colse. Ed è una sensazione dolorosa e magnifica, di una chiarezza folgorante: un ricordo che non gli è mai appartenuto.”

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Sperling & Kupfer per la copia omaggio.

 

 

 

 

May the Force be with you!
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