Let’s talk about: Middlegame di Seanan McGuire (Mondadori)

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Dalla vincitrice dei premi Hugo e Nebula, Seanan McGuire, arriva oggi nelle nostre libreria il primo capitolo della serie Middlegame, pubblicato da Mondadori nella collana Oscar Fantastica con la traduzione di Benedetta Gallo.

Data di uscita: 21 Luglio

Acquistalo subito: Middlegame

Editore: Mondadori
Collana: Oscar Fantastica
Traduzione: Benedetta Gallo
Genere: Fantascienza, Fantasy
Prezzo: € 22,00
Pagine: 528

Ecco Roger. Ha un vero dono per le parole, comprende istintivamente ogni linguaggio e sa che è il potere delle storie a regolare i meccanismi dell’universo. Ed ecco Dodger. È la sorella di Roger, la sua gemella per la precisione. Anche lei ha un dono, per i numeri: sono il suo mondo, la sua ossessione, il suo tutto. Qualunque cosa le si presenti alla mente, Dodger la elabora con il potere della matematica. I due fratelli non sono propriamente umani, anche se non lo sanno. Non sono neanche propriamente divini. Non del tutto… non ancora. E poi c’è Reed, esperto alchimista, come la sua progenitrice. È stato lui a dare vita ai gemelli. Non si potrebbe definirlo il loro “padre”. Non proprio. Ma come tutti i genitori, per i due ragazzi ha un piano ambizioso: far sì che raggiungano il potere assoluto, e poi reclamarlo per sé. Diventare “dei in Terra” è una cosa possibile. Pregate soltanto che non accada.

Questo è l’anno in cui ho deciso di uscire fuori dalla mia comfort zone. Niente più freni, solo un forte desiderio di sbarcare in nuovi mondi alla scoperta di storie che non lascino il tempo che trovano. Dopo un fantasy suggestivo e una raccolta di racconti intrigante di cui non vedo l’ora di parlare, si fa spazio anche Middlegame, un romanzo peculiare che unisce scienza e alchimia, due pratiche diametralmente opposte che nella mente di un folle sono le armi per ottenere l’impossibile, varcare quella soglia che un tempo si era prefissato Victor Frankenstein.

È così che Seanan McGuire apre il primo capitolo di una serie che onestamente non vedo l’ora di proseguire, giocando con la mente dei lettori, catapultandoli in una realtà dove non c’è spazio per l’etica. Si superano i confini per raggiungere un “bene” superiore e al tempo stesso per avvicinarsi sempre di più alla Città Impossibile, quella meta tanto desiderata quanto leggendaria per la quale si è disposti a tutto, anche a sacrificare vittime innocenti in nome della dottrina dell’Ethos.

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A differenza del personaggio di Mary Shelley che, in un certo senso acquisisce consapevolezza del suo esperimento, il Dottor James Reed non sembra rendersi conto del grave pericolo che rappresenta l’avventurarsi dove agli uomini non è consentito, quel desiderio di raggiungere un luogo non solo lontano ma fisicamente “irraggiungibile” è qualcosa che rischia di portare una distruzione tale da mettere in pericolo la realtà stessa. I suoi esperimenti, i cosiddetti cuculi, non hanno la più pallida idea di cosa Reed ha in serbo per loro, soltanto l’alchimista Leigh Barrow è in grado di comprendere la sua follia perché è animata dalla stessa fiamma che poco a poco divampa in un devastante incendio che sembra destinato a bruciare a lungo.

I suoi esperimenti, i cosiddetti cuculi, non hanno la più pallida idea di cosa Reed ha in serbo per loro, soltanto l’alchimista Leigh Barrow è in grado di comprendere la sua follia perché è animata dalla stessa fiamma che poco a poco divampa in un devastante incendio che sembra destinato a bruciare a lungo. E questo ci porta a Roger e Dodger, due facce della stessa medaglia, gemelli separati dalla nascita che riescono a comunicare attraverso un legame quantico.

Per Dodger Cheswich i numeri hanno sempre avuto un ruolo chiave nella sua vita, è come se con il passare del tempo acquisissero un senso che soltanto lei riesce a cogliere e questo l’ha resa quella bambina prodigio di cui i suoi genitori adottivi sono fieri, ma al tempo stesso, quando nessuno guarda, ci si rende conto della difficoltà che ha nell’instaurare veri e propri rapporti. Qui entra in gioco il suo opposto, il “mago” del linguaggio, Roger Middleton, che i numeri non li ha mai compresi fino in fondo, vive in un mondo fatto di parole, un mondo dove il legame con Dodger è l’unica certezza della sua vita. Si rendono conto che sono l’una la parte mancante dell’altro, ma è nel momento stesso in cui lo comprendono che qualcuno cerca di opporsi al loro legame, tentando di tutto pur di allontanarli e far sì che le loro strade non si incrocino mai.

Il tempo non è mai stato così fragile come in Middlegame, si sfalda e in un battito d’ali la realtà per come la conosciamo noi si dissolve e non c’è appiglio al quale aggrapparsi, ogni cosa sembra destinata a sbriciolarsi. Camminando su una realtà fatta di carta sottile Dodger e Roger, alla ricerca di risposte, si ritroveranno ad affrontare un viaggio infernale, dove la speranza e il domani sono due concetti privi di valore, qualcosa nel loro mondo è già andato storto nel momento stesso in cui hanno aperto gli occhi.

È qui che Il mago di Oz incontra la prosa di Seanan McGuire, a volte un po’ caotica, ma basata su delle idee geniali, ragionamenti che poco a poco prendono vita attraverso le diverse sfaccettature dei suoi personaggi e la peculiarità della sua storia. Quando la scienza e l’alchimia trovano un punto in comune è allora che avviene la magia, i limiti del nostro universo vengono superati e si riesce ad accedere a quel mondo oltre il velo. 

In entrambi i generi toccati da questo libro il tempo e lo spazio sono due coordinate fondamentali per lo svolgimento delle storie che ci vengono narrate, ma in questo caso è lo sconvolgimento di queste due variabili a tenere le redini dell’intera narrazione, i due personaggi principali sono dotati di un potere unico che loro stessi non conoscono, ma che in qualche modo capace di connetterli nonostante siano distanti fra loro, annullando allo stesso modo sia il tempo che lo spazio come unità di misura. 

Questo tipo di concetti fisici e teorici sono difficili da spiegare, ancor più difficili da inserire in un contesto narrativo e in questo, bisogna dirlo, Seanan McGuire è stata magistrale, perché nonostante quella briciola di caos nel corso degli eventi è riuscita a caratterizzare il rapporto dei suoi protagonisti con il mondo in cui si muovono in maniera eccellente. Di certo è un promettente inizio per una serie da tenere d’occhio.

«Questo è il suono degli spari che cessano. Non affievoliscono; cessano tutto d’un tratto, come se il mondo si fosse ammutolito.
Questo è il mondo che diventa bianco.
Questa è la fine».

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Mondadori per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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