Music Monday #26: Vigilante. My Hero Academia Illegals (Star Comics)

Oggi parliamo di “Vigilante. My Hero Academia Illegals”, spin off della serie di Kohei Horikoshi, pubblicato in Italia da Star Comics. Un Music Monday diverso dal solito, accompagnato da una buona tazza di caffè e dell’ottima musica.

Il week-end appena trascorso è stato uno di quelli in cui si impara qualcosa, uno di quelli in cui si affinano le proprie abilità e si fa qualche passo avanti, nel mio caso anche una seconda possibilità a Vigilante, lo spin-off di My Hero Academia, Illegals, scritto da Hideyuki Furuhashi e disegnato da Betten Court. La storia è basata sulla serie del manga di Kohei Horikoshi, che con la sua bravura è riuscito a conquistarmi sin dal primo volume.

Il mio rapporto con Vigilante quindi è stato un po’ altalenante, di primo acchito, senza neanche leggerlo la prima cosa che mi veniva in mente era che potesse rovinare la bellezza della serie originale, intaccando alcuni personaggi a cui sono molto legata e che non vorrei vedere snaturalizzati da uno spin-off, ma devo dire che mi sono dovuta ricredere una volta superato il primo volume. Il potenziale c’è eccome e lo dimostra il fatto che il duo Furuhashi e Court mettono in gioco dei personaggi spontanei e alla portata di tutti, persone comuni che con i loro sforzi cercano solo di dare il massimo per salvare chi è in difficoltà. E se aggiungiamo i volti familiari già visti nella serie principale quello che si crea è un mix unico capace attirare qualsiasi lettore con tante informazioni nuove ed originali che vanno ad arricchire e completare ciò che abbiamo visto durante le avventure di Deku e compagni. 

Nel mondo di MHA i quirk/unicità vengono usati solamente dagli eroi e dai villain, ma quello che non si dice è che non sempre un supereroe riesce a salvare tutti, di conseguenza per mantenere la pace e tamponare il crimine ci sono i Vigilanti, figure particolari che non hanno la licenza di eroi e si muovono in quella piccola zona grigia a metà fra l’essere heroes e villains.

Senza il loro supporto diverse situazioni si sarebbero rivelati molto più catastrofiche rispetto a quello che sono state grazie a loro. Questo mette in luce un altro aspetto fondamentale del manga, ovvero che non sempre si possono seguire le regole, a volte bisogna uscire fuori dai limiti per proteggere se stessi e gli altri, usare i propri poteri a fin di bene nonostante la legge etichetti chiunque faccia uso improprio dei suoi poteri come criminali.

Quello che mi ha convinto a continuare a leggere questa serie è il fatto di poter vedere personalmente anche vecchi personaggi all’opera in contesti diversi da quelli della U.A., personaggi che nella serie madre sono stati messi da parte o nel caso di altri, purtroppo, hanno subito un trattamento ben peggiore dell’essere lasciati da parte. La serie si svolge prima dei fatti di MHA e di conseguenza permette di vedere lo stato delle cose nel momento in cui il mondo si stava preparando agli eventi della serie principale, si vedono le origini del Trigger e anche dei villain giganti, così come la vita di alcuni dei professori prima che assumessero questo ruolo.

Altro punto a suo favore è Knuckle Duster, un personaggio che ho amato profondamente sin dalla sua comparsa, senza quirk, ma che riesce a farsi amare per il suo spirito e la sua voglia di fare del bene, anche se il suo aspetto terrorizza chiunque. E questo ci porta a The Crawler, studente universitario di giorno e vigilante all’occorrenza, la sua unicità è quella che più mi ha colpito perchè un potere come il suo regala soddisfazioni e soprattutto sembra già essere pronto per il mondo degli eroi professionisti. Anche Pop nel suo essere una “idol” che si esibisce illegalmente riesce a trovare il suo posto con questi due valorosi eroi illegali, diventando un’eroina in grado di fare del bene anche se la società non glielo riconoscerà mai.

I disegni sono straordinari, le vignette dinamiche. È impossibile non apprezzarne la bellezza, ma soprattutto la storia, rivedere alcuni volti come quello di Eraser Head, Ingenium o lo stesso AllMight mi hanno fatto venire voglia di ripartire da zero, riaprire My Hero Academia e leggerlo di nuovo, in attesa di comprare il sesto di Illegals. Questo è uno di quei rari casi in cui le mie paure mi hanno precluso qualcosa che invece funziona e che avrei voluto conoscere prima per godermela ancora meglio.

Senza ombra di dubbio questo spin off fa nascere spontanea una domanda, quella che ci accompagna lungo ogni volume chiedendoci il senso di certe regole: è sempre giusto aspettare di essere salvati da chi ha una licenza per farlo quando si è in pericolo o bisogna cedere all’istinto di sopravvivenza, mettere da parte le regole e agire?



Per questo appuntamento è tutto. Alla prossima!

 

 

 

May the Force be with you!
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