Inku Stories #58: My Hero Academia N° 18, 19 e 20 di Kohei Horikoshi

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Ancora due giorni prima di avere tra le mani il nuovo volume di My Hero Academia! Non mi resta che proseguire il mio viaggio all’interno del manga con i volumi 18, 19 e 20. Come sempre vi consiglio di leggere i volumi prima di procedere con il mio articolo.

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In un mondo in cui essere supereroi è la normalità, nascere senza particolari poteri equivale a una vera e propria disgrazia! Izuku Midoriya dovrà mettercela tutta per ottenere un superpotere, e nonostante l’impresa sembri impossibile qualcuno finirà per notare le sue capacità…

Senza farlo apposta oggi pare il Kohei Horikoshi day. Prima Carlo vi ha parlato di Barrage e ora tocca a me proseguire il mio viaggio tra i volumi di My Hero Academia prima dell’arrivo del nuovo tankobon in fumetteria. Non so voi ma io non vedo l’ora di avere fra le mani il volume 24, la copertina è meravigliosa e provocatoria allo stesso tempo, per non parlare della piega che sta prendendo la storia, ma ne parleremo a tempo debito. Ora faccio un passo indietro a quando Izuku Midoriya si ritrova ad affrontare niente poco di meno di Overhaul.

Il volume 18, infatti, è un concentrato di azione. Chisaki è ormai alle strette e non ha scelta, se vuole farla finita una volta per tutte deve ricorrere a tutto il suo potere, il che ci permette di vedere più da vicino la filosofia di un villain come Overhaul, il suo duro modo di criticare la società e il fatto che non si faccia scrupoli pur di raggiungere il suo obiettivo. È uno di quei personaggi che prosegue per la sua strada anche se significa nascondersi sotto terra pur di portare avanti le sue idee.

Con la fine del precedente capitolo non si ha il tempo di piangere i caduti, non quando ormai la situazione ha preso una piega inaspettata e surreale con Chisaki che si è trasformato in un vero e proprio mostro, che non ragiona più e vuole soltanto farla pagare all’eroe che gli ha messo il bastone fra le ruote. Questo però mette in evidenza due cose, la veridicità dei legami instaurati dal villain ma anche la determinazione di Izuku nel fermarlo.  Come avevo detto anche l’altra volta, questa è una battaglia dove qualunque sia l’esisto si finirà per contare i caduti e i feriti, dimostrando ancora una volta che la società di My Hero Academia si regge su una struttura fragile che lentamente sta crollando dopo il ritiro di All Might.

La miccia che cambia un futuro probabile, questo rappresenta Midoriya agli occhi di Nighteye, qualcuno capace di remare controcorrente e farcela, non importa se ne uscirà sempre più ammaccato l’importante è che riesca a togliere definitivamente quel punto finale e trasformarlo in un nuovo inizio. Nonostante gli eroi escano vittoriosi dalla battaglia con Chisaki ci sono ancora moltissime cose in sospeso, come la stessa Eri, il cui quirk rappresenta un vero e proprio enigma, per non parlare di Mirio, in questa lotta ha perso molto e a malapena riesce ad elaborarlo. Al contrario dell’unione dei villain i ragazzi hanno moltissima strada da fare, ne diventano sempre più consapevole in questo particolare momento che servirà come monito per il futuro.

Essere un hero non è come i ragazzi immaginavano, quegli scontri epici in televisione e i riconoscimenti sono niente in confronto a ciò che si prova stando di fronte al pericolo, sul campo di battaglia infatti titubare equivale a perdere o nel peggiore dei casi, morire. Todoroki e Bakugo sono gli unici ad averlo capito, non aver preso la licenza l’ultima volta è un cruccio che si portano fino al nuovo esame, uno in cui ogni divergenza è appianata per un bene superiore, far parte di una squadra che possa cambiare il mondo attuale, anche un piccolo passo alla volta. Sebbene il loro esame abbia qualche momento di comicità non sono riuscita a togliermi dalle labbra quell’amarezza che ho provato a fine battaglia con Chisaki.

Nonostante Eri sia stata salvata, ci sono ancora moltissime cose che non si conoscono sul suo potere, partendo dal corno che le spunta ogni volta che perde il controllo del suo quirk fino ad arrivare al suo futuro incerto. Nessuno infatti ha la certezza di quello che le succederà e sebbene Izuku vorrebbe aiutarla non sa come fare. Aoyama sembra il solo ad essersi accorto dello stato d’animo di Deku e nonostante stia cercando di aiutarlo appare per lo più inquietante nei tentativi di supportare il povero Midoriya.

Il volume 19 in questo senso è anche una ventata di freschezza, si tiene il festival culturale che sia nel manga che nell’ anime è un momento di quiete prima della tempesta. Uno dove ci si gode le piccole cose e si fa di tutto pur di mostrare ad Eri che il mondo non è tutto nero com’è stata abituata a vedere, ci sono tantissime sfumature che arricchiscono la vita e per questo motivo vale la pena viverla, anche se solo per quel minuscolo istante.

Le idee per il festival sono varie, ma alla fine è stato piacevole veder risaltare la figura di Jiro, una ragazzina dal quirk che ho sempre trovato affascinante e una vera promessa della musica. Se non fosse stato per lei, Ashido e la collaborazione degli altri compagni di classe la 1-A non avrebbe presentato nulla.

Oltre al festival, però, vengono presentati altri due personaggi meravigliosi: Gentle e La Brava, un’insolita coppia di Bonnie & Clyde, che in realtà sono tutto fuorché Bonnie e Clyde, ma bisogna ammettere che il quirk di Gentle è grandioso. Nonostante la società lo abbia rifiutato non demorde, tenta di attirare l’attenzione passando dalla parte del crimine, ma il risultato è esilarante. Anche il colpo alla Yuuei in pieno festival denota sì la sua perseveranza ma anche la sua impulsività, a ritrovarselo di fronte è proprio Izuku che scontrandosi si renderà conto della vera natura del ladro gentiluomo e della sua partner.

Nell’ultimo volume di oggi, ovvero il 20, si scopre qualcosa in più sul passato di Gentle e La Brava, in un certo senso due reietti che si sono supportati a vicenda per poter costruire un qualcosa insieme, i loro piccoli colpi che tentano di trasmettere online sono solo il desiderio di un uomo di essere visto da una prospettiva differente, dimostrare di essere qualcuno.

È con Midoriya che Gentle elabora ciò che ha lasciato in sospeso, attraverso il loro scontro tutti quei sentimenti repressi vengono fuori rivelando un uomo che ormai al limite della disperazione sia stato costretto a cambiare completamente se stesso per dimostrarsi all’altezza del suo mondo.

La parte del festival è quella che ho adorato di più, vedere i ragazzi alle prese con un evento del genere è stato divertente e in un certo senso necessario per dimenticare quello che è accaduto, anche se per un momento. Vederli impegnarsi così tanto e riuscire nel loro intento dimostra la loro bontà e soprattutto la voglia di rialzarsi dopo una tremenda caduta. 

Ciò che aspetta i ragazzi da qui in avanti è una serie di dure prove che mettono a repentaglio non solo la loro vita ma anche il loro cuore, ogni battaglia diventerà sempre più cruenta, ogni scontro non li aiuterà più a crescere bensì toglierà loro qualcosa e quello che perderanno sarà tanto più grande quanto sarà forte il loro nemico. Da questo punto in avanti possiamo dire che la spensieratezza lascerà il posto alle decisioni difficili, alle lotte all’ultimo sangue e a ragazzini che vedranno gli adulti cedere loro il posto cadendo come tessere di un domino predisposto ormai da troppo tempo.

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⚜ Reazione post lettura:
Con Sir Nighteye ci ho lasciato veramente il cuore.

⚜ Pagine lette: A questo punto anche troppo poche.
⚜ Da consumarsi preferibilmente: Con attenzione, godendosi ogni singola tavola e piccolo momento di gioia. 

 

 

May the Force be with you!
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