#proiettilidicarta: Primo piano sul cadavere di Léo Malet (Fazi Editore)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

A Léo Malet non so resistere. La sua ironia, il suo stile e il suo personaggio mi hanno conquistata fin dal primo momento. Oggi quindi parliamo della prima indagine di Nestor Burma, intitolata “Primo piano sul cadavere”, uscita a fine maggio per Fazi Editore con la traduzione di Federica Angelini.

Data di uscita: 28 Maggio

Acquistalo subito: Primo piano sul cadavere

Editore: Fazi Editore
Collana: Darkside
Genere: Giallo
Traduzione: Federica Angelini

Prezzo: € 15,00
Pagine: 112

Cosa ci fa Nestor Burma in uno studio cinematografico, tra le mani di un truccatore russo che riesce a rendere il suo volto irriconoscibile? Sta lavorando, naturalmente: ha bisogno di celare la sua identità per poter sorvegliare e proteggere il suo cliente del momento, il noto attore Favereau, che ha ricevuto misteriose minacce di morte. Burma sospetta che la star del cinema abbia abusato fin troppo del suo fascino di tombeur de femmes, inimicandosi il padre di una ragazza sedotta e poi abbandonata, morta nel tentativo di abortire. Ma il nostro non avrà il tempo di verificare le sue intuizioni, perché l’attore muore improvvisamente sotto i suoi occhi. Il lavoro di sorveglianza, per cui Burma era stato assoldato, è stato interrotto da cause di forza maggiore, ma il detective parigino non può certo abbandonare la missione senza aver fatto chiarezza: deve trovare l’assassino, in una caccia serrata tra le insidie del set cinematografico, dove ogni oggetto potrebbe trasformarsi nell’arma di un delitto.
Primo piano sul cadavere, finora inedito in Italia, mette in scena la primissima indagine di quello che diventerà il detective più geniale di Parigi: gli affezionati potranno trovare un Burma alle prime armi e i nuovi lettori avranno un’ottima occasione per imparare a conoscere un protagonista inconfondibile del noir europeo.

L’ultima volta che ho letto Malet è stato proprio l’anno scorso con il caso di Alberet Mauffat e devo essere onesta, ne sentivo un po’ la nostalgia. Quest’anno per fortuna è arrivata una nuova indagine, una grossa opportunità per leggere del personaggio più famoso di Léo Malet alle sue origini, prima della fondazione dell’agenzia Fiat Lux.

Pubblicato nel 1949, Primo piano sul cadavere, è il sesto romanzo della serie, ma mette in scena la primissima indagine di Nestor Burma con la solita ironia che caratterizza lo stile dello scrittore francese in grado di rendere un giallo un piacere per gli occhi, una lettura accattivante e diverte che quando arriva all’ultima pagina si vorrebbe trattenere Burma il più a lungo possibile per godere della sua compagnia.

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Questo breve romanzo trasporta il lettore dietro le quinte di un set cinematografico dove Nestor Burma è costretto a camuffarsi per svolgere un lavoro delicato, proteggere l’attore Julien Favereau, star del grande schermo e affermato rubacuori, una di quelle stelle che ha avuto alti e bassi lungo la sua traiettoria. Si sa, salire la scala del successo è difficile e spesso salendo quei ripidi gradini bisogna fare attenzione a non cadere e tornare indietro. Solo chi ha le carte in regola riesce ad arrivare in cima, ma la vetta è affollata e l’invidia non manca e così anche il rancore.

Il compito di Burma è quello di proteggere Favereau, ma nel farlo si ritrova a fare i conti con i due volti del cinema, uno glorioso e sfarzoso, l’altro più tetro, dove bisogna tenere gli occhi ben aperti perché il pericolo è ovunque. Alla morte di Julien Favereau per Nestor Burma si presenta l’occasione di indagare, capire chi sia l’assassino dell’attore e di conseguenza sbrogliare la triste matassa che si nasconde dietro il sipario.

Sarà pure la primissima indagine di Burma, ma è chiaro che lo stile di Malet è sempre quello, forte, deciso, ricco di tutte quelle sfumature noir che mi hanno affascinata le volte scorse, il giusto mix di azione e mistero che spinge il lettore a incuriosirsi, a cercare di risolvere il caso assieme a un protagonista sopra le righe, uno di quelli che ha sempre la battuta pronta e un acuto intelletto. In fondo si sa, quel che si conosce e che già si apprezza è sempre una garanzia, e anche questo autore si riconferma come tale, una delle voci più interessanti del noir francese, piacevole da leggere e indimenticabile per la sua abilità nel trasformare un caso in un vero e proprio gioco di ragionamenti.

«Sembro più un evaso di galera che un gioiello di virtù, ma è solo colpa del trucco».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Fazi Editore per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente Top of the month #06: I preferiti del mese di giugno di Deborah Successivo Paper corn: Lei è troppo per me di Jim Field Smith (2010)