#proiettilidicarta: L’eredità di Mrs Westaway di Ruth Ware (Corbaccio)

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Si prosegue con uno dei miei #proiettilidicarta, ovvero il romanzo di Ruth Ware, “L’eredità di Mrs. Westaway”, pubblicato da Corbaccio e tradotto da Valeria Galassi.

Data di uscita: 13 Giugno

Acquistalo subito: L’eredità di Mrs Westaway

Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Traduzione: Valeria Galassi
Genere:  Thriller

Prezzo: € 19,50
Pagine: 368

Harriet Westaway vive a Brighton in un piccolo appartamento. Sua madre, che l’ha cresciuta da sola, è morta in un incidente stradale poco prima del suo diciottesimo compleanno e Harriet, dopo aver abbandonato la scuola, ha perso i contatti con tutti gli amici. Un giorno riceve una lettera inaspettata dalla Cornovaglia: la nonna, morendo, le ha lasciato una cospicua eredità. Da una parte è una notizia fantastica, perché Harriet si trova in una pessima situazione finanziaria ed è indebitata con un usuraio, dall’altra è una notizia piuttosto strana, perché la sua vera nonna è morta più di vent’anni prima. Evidentemente si tratta di un caso di omonimia, che però Harriet decide di sfruttare a suo vantaggio utilizzando le sue capacità manipolatorie che le permettono di sopravvivere come cartomante, lo stesso lavoro che faceva sua madre. Se c’è una persona in grado di partecipare a un funerale reclamando un’eredità che non le spetta è proprio lei. Ma Harriet non sa quello che la attende e ignora che la sua decisione cambierà drasticamente la sua vita per sempre. Perché non potrà più tornare indietro, nemmeno quando si renderà conto di correre un rischio mortale.

Sul grande tavolo della vita vengono disposti dieci tarocchi per una lettura che, almeno all’inizio, sembra essere elettrizzante, ma più il tempo passa e più l’effetto scema, trasforma l’intrigante esperienza in qualcosa da cui voler scappare al più presto, ma si sa che io non demordo, proseguo, nonostante tutto, e questa volta devo dire che ho fatto bene perchè superato l’ostacolo di un centinaio di pagine la sosia di Ruth abbandona le scene e quella originale prende il possesso, cambiando letteralmente il ritmo monotono e accentuando la sfumatura del giallo psicologico in perfetto stile Ware.

“L’eredità di Mrs. Westaway” è un romanzo imperfetto, un po’ come la sua protagonista, Harriet Westaway, squattrinata lettrice di tarocchi che ormai è messa con le spalle al muro per via dei numerosi debiti che non riesce a pagare, neppure il suo lavoro al molo frutta abbastanza per uscire da una spirale soffocante che la sta consumando, l’unico appiglio per offuscare l’opprimente sensazione di non avere il controllo su niente è l’alcool, almeno fino a quando giunge una lettera da parte di un avvocato che le notifica di essere nominata nel testamento della signora Westaway, sua presunta nonna, morta da poco. 

Il vero problema è questo. Harriet detta Hal è certa che ci sia uno sbaglio, ma la notizia del testamento è lo stessa di un qualsiasi bambino che, scartando una barretta di cioccolato, trova il biglietto d’oro di Willy Wonka. Sembra essere il suo giorno fortunato, un piccolo errore che potrebbe mettere a posto la sua misera vita, la tentazione è tanta e alla fine, pur temendo il peggio, prende la decisione di avventurarsi nella tana del lupo, ignara di tutto ciò che l’attende nella vecchia villa in rovina di Mrs Westaway, a Trepassen, dove solo le gazze si sentono a loro agio.

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Dal momento in cui Hal mette piedi nella villa cammina sui carboni ardenti, ogni passo può avvicinarla al suo traguardo o aumentare l’agonia. Proprio come se fossimo davanti a un falò i volti degli eredi vengono illuminati poco a poco dalle fiamme che rivelano sin da subito la situazione familiare dei Westaway, frammentata ed oscura, dove di certo gli intrighi non mancano, ma se c’è una cosa che spicca tra le tante è il rapporto conflittuale fra i figli e la loro madre. La signora Westaway diventa il macigno che precipita al momento meno opportuno, sollevando un polverone e rischiando di dividere ancora di più i suoi stessi figli, Ezra ed Abel, diversi come il giorno e la notte.

L’ultima chance per avere una via di fuga sicura si trasforma in un brutto sogno ad occhi aperti e la villa dei Westaway la dimora dove i fantasmi reclamano giustizia, cercano di spingere l’unica pedina fuori posto, Hal, verso la luce affinché riesca a scorgere la verità. Il viaggio attraverso la vita dei Westaway e il mistero del suo nome all’interno del testamento diventano per Hal un’occasione per scoprire di più su stessa, sulle proprie origini, frammenti di storia dispersi, seppelliti con il cadavere di sua madre e che ora hanno trovato la strada per salire in superficie e sconvolgere la sua esistenza. Camminando sui carboni ardenti Hal tocca corde che non avrebbe mai dovuto suonare e scava a fondo dentro segreti custoditi da troppi anni, ma ciò che ne verrà fuori è un dipinto oscuro e tetro, che ribalta ogni cosa.

Ruth Ware per me è sempre stata sinonimo di garanzia perchè riesce ad andare oltre la superficie, scavando dentro l’animo umano ed esplorandolo in tutte le sue sfumature. E questa volta non è stato da meno, solo che c’è stato un momento in cui mi è sembrato di perdere quella Ruth che ho imparato ad apprezzare nei suoi lavori precedenti, vedendola scomparire dietro a descrizioni e ragionamenti che lasciano il tempo che trovano, pur faticando però alla fine è riuscita ad arrivare al traguardo, ad emergere completamente e regalare al suo romanzo quella spinta che serviva per accenderlo un po’. 

Ne “L’eredità di Mrs. Westaway” si parla di segreti, dolore, rabbia e sofferenza che macchiano un quadro perfetto di famiglia, un’immagine che sbiadisce nel momento stesso in cui l’orrore e la violenza sono entrati nella villa a Trepassen, dove i limiti vengono superati e gli errori nascosti sotto lo zerbino in modo che nessuno possa mai accorgersi di quello che è realmente accaduto tra quelle mura. Ragion per cui, pur non essendo il mio libro preferito dell’autrice, quando vengo a sapere dell’uscita di un suo nuovo romanzo mi sembra di sognare, questo perchè dopo tutti questi anni resta comunque una voce che vale la pena ascoltare.

“L’eredità di Mrs. Westaway” è quel biglietto d’oro che speri di trovare, ma è soltanto quando lo si guarda con attenzione che ci si rende conto che niente è come sembra e il viaggio di sola andata non è per il paradiso bensì per l’inferno. 

«Non crederci mai, Hal. Non credere mai alle tue stesse bugie.»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Corbaccio per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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