#proiettilidicarta: Il giallo di Villa Nebbia di Roberto Carboni

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Entrare a mio rischio e pericolo in un luogo da brividi: fatto. Da oggi ogni lettore potrà fare luce sul mistero che avvolge Villa Nebbia, muniti di torcia e guidati da Piero Bianchi, il protagonista del romanzo di Roberto Carboni, “Il giallo di Villa Nebbia”.

Data di uscita: 06 Febbraio

Acquistalo subito: Il giallo di Villa Nebbia

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Genere: Giallo

Prezzo: € 2,99 | 9,90
Pagine: 350

Piero Bianchi non è ben visto nel paese in cui vive. Sua moglie si è suicidata, lui ha fatto a lungo abuso di alcol, i compaesani lo considerano un assassino. E così, quando viene a sapere che a Villa Nebbia cercano un custode, si presenta per avere il lavoro. A riceverlo è un avvocato, Emidio, ex marito di Ilde, l’anziana proprietaria della villa. Di lei si occupa la nipote, Mariasole: le due donne sono le uniche a vivere nella grande casa. Piero non desidera altro che un po’ di tranquillità e quella residenza spettrale, costantemente avvolta dalla foschia, sembra fare proprio al suo caso. Una volta stabilitosi lì, però, la nebbia non smette di tormentarlo. E in quella nebbia ha sempre l’impressione che qualcuno lo osservi: sente strani ticchettii sui vetri e, soprattutto, comincia ad avere l’impressione che nella casa e nel giardino che la circonda si aggiri un’altra presenza, oltre a Mariasole e Ilde… Quando però la villa diventa teatro di inquietanti eventi, i sospetti di Piero si fanno più forti. Possibile che si stia lasciando suggestionare dalle voci allarmanti che si rincorrono su quel luogo?

Sarà che sono ancora intrappolata nelle atmosfere tenebrose di Arkham Horror o sarà semplicemente che quando arriva il libro giusto al momento giusto lo senti, fatto sta che leggendo il romanzo di Roberto Carboni mi sono sentita a casa, abbracciata da tutto ciò che adoro: mistero, un luogo macabro e tanti elementi che ricordano le vibrazioni di Edgar Allan Poe e M. R. James. In un certo senso mi sembrava quasi di poterlo vivere il suo romanzo, avvertire quello sguardo penetrante tra la nebbia e dubitare persino di me stessa.

Alla fine degli anni ’60 le note de “La bambola” di Patty Pravo fanno da sfondo a un delitto cruento, una cornice suggestiva che introduce il lettore all’interno della villa. La nebbia comincia a infittirsi e il ricordo della Pravo sfuma. Sono gli anni ’70 e Piero Bianchi, un uomo qualsiasi e dal nome comune, manipola lo scenario. Un uomo apparentemente come tutti gli altri si dimostra invece il fulcro delle dicerie locali, sulla sua esistenza grava il fantasma della sua defunta moglie, evento che ha letteralmente creato una spaccatura all’interno del paesino dove vive. Vittima di scherzi di cattivo gusto, nessuno ha mai creduto per un momento alla sua innocenza ed è per questo motivo che per sopravvivere deve allontanarsi da quel malessere che è ora la sua vita.

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Non è facile dimenticare, andare avanti diventa affannoso e stancante, persino sua figlia ha scelto di condannarlo senza udienze, persino trovare una casa o un lavoro sono cose che adesso sembrano lontane anni luce. Tenta il tutto per tutto proponendosi come custode di Villa Nebbia, l’inquietante e allo stesso tempo maestosa dimora che ha bisogno di manutenzione costante. Sembra quasi l’ironia del destino, ma quando Piero risponde a quell’annuncio la sua vita viene segnata da nuovi eventi, dettati dal fato o da qualcosa di più oscuro?

Dalla depandance della villa, Piero comincia a vivere a stretto contatto con Mariasole e Ilde, le uniche abitanti della casa, oltre a lui, che sembrano però avere qualcosa in comune con la sua storia, quell’alone di mistero e di oscurità che circonda tutta la sua vita da un bel pezzo. Dalle spettrali apparizioni di Mariasole, più simile ad un cadavere che ad un essere vivente, si intuisce già che le atmosfere di questo romanzo possono portare solo ad una conclusione: gli amanti del genere non resteranno delusi, persino io sono rimasta affascinata dallo stile di Carboni e dalla sua capacità di rendere ossessionante ogni situazione, le onomatopee che suggeriscono suoni e le immagini vivide che descrive catapultano il lettore all’interno di quelle stanze, fra il freddo e le stranezze.

Munito di torcia e di tanto coraggio a Piero non resta che iniziare ad indagare per capire cosa c’è che non va in quel posto, cos’è attira i suoi pensieri, da dove viene quel formicolio dietro la nuca e gli inquietanti sogni che da un po’ di tempo a questa parte gli tolgono il sonno. Il limite è la percezione, fidarsi dei propri sensi e delle dicerie possono portare a sinistre conclusioni, ma ciò che è sicuro è che il proprio istinto non sbaglia mai, soprattutto quando qualcosa nella tua testa urla a squarciagola che è ora di fuggire.

«Questa villa è sudicia e maledetta come l’inferno, e cade a pezzi».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Newton Compton per la copia omaggio.

 

 

 

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