Araldi del vuoto: I racconti della Bestia di Aleister Crowley

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Cominciamo la settimana con niente poco di meno che il padre dell’occultismo moderno: Alesteir Crowley e il secondo volume della biblioteca di Lovecraft, “I racconti della bestia”, edito da Edizioni Arcoiris e tradotto da Luca Baldoni.

Pagine: 148

Acquistalo subito: I racconti della Bestia

Editore: Edizioni Arcoiris
Collana: La Biblioteca di Lovecraft
Curata da: Jacopo Corazza e Gianluca Venditti
Traduzione: Luca Baldoni

Prezzo: € 13,00

I Racconti della Bestia offre uno sguardo inedito su Aleister Crowley: dieci suoi racconti, otto dei quali pubblicati per la prima volta in italiano, svelano il celebre esoterista britannico per il narratore visionario che seppe essere. Incompreso o volontariamente tralasciato per via della sua fama, le sue storie mostrano un lato inedito ai più, in tutta la loro verve anarchica, alternando in un folle viaggio onirico parabole ermetiche a vivide schegge di orrore naïf, e spaziando in modo camaleontico tra registri, linguaggi e ritmi. Come impartito proprio dalla prima legge di Thelema, “Fai ciò che vuoi sarà tutta la Legge” sembra esserne la scintilla vitale. Forse un pugno di diamanti grezzi, sicuramente una (ri)scoperta necessaria che trascende i limiti della stravaganza da gabinetto delle curiosità. Tradotta da Luca Baldoni e introdotta da Steve Sylvester, cantante e fondatore dei Death SS, questa prima antologia italiana di Crowley pone la parola fine all’irragionevole oblio cui ha dovuto soggiacere la narrativa dell’autoproclamata Bestia 666.

Oggi parliamo di un personaggio controverso e al tempo stesso affascinante per la sua produzione letteraria: Alesteir Crowley. “Distillato” all’interno della raccolta “I racconti della Bestia” di Edizioni Arcoiris, “La Biblioteca di Lovecraft” si arricchisce di un nuovo volume che racchiude la fantasia di Crowley, facendoci avvicinare ai suoi racconti, per l’esattezza dieci di cui otto sono del tutto inediti. Si vede già da volume che Jacopo Corazza e Gianluca Venditti continuano ad evolversi, anche qui il diavolo è nei dettagli.

La Bestia 666, com’era solito farsi chiamare, viene considerato il padre dell’occultismo moderno, nonché scrittore de “Il libro della legge” e fondatore del culto di Thélema. Nel suo pensiero l’essere umano è al centro di tutto, libero da qualsiasi vincolo con le divinità o un qualsiasi essere superiore. È interessante, inoltre, la sua propensione verso il mondo delle arti occulte, nel quale si è distinto diventando uno dei principali esponenti sia come codificatore che come oratore della scienza occulta nel corso del XX secolo.

Per Crowley la magia era intesa come una vera e propria scienza capace però di svincolarsi dai legami e dalle restrizioni imposte dalla scienza classica per esprimere al meglio la volontà di chi ne fa uso, in un certo senso una tecnica in grado di far avverare la volontà del suo fruitore. 

Crowley era un uomo dai diversi volti, ma così come nel suo culto era deciso a liberarsi dell’influenza del divino e soprattutto dei giudizi altrui, così nella sua vita privata ha sviluppato innumerevoli talenti fino ad arrivare a sfidare persino la forza di gravità, affrontando pericolose scalate come alpinista. Sicuramente non era un uomo a cui facesse piacere chinare il capo di fronte a qualunque cosa, che fosse essa terrena o che provenisse da oltre il creato.

L’eccentricità di questa figura emerge dai suoi racconti, sfidando il gusto del lettore con tematiche  ai limiti della moralità, come ad esempio ne “Il cacciatore di anime”, uno uno dei racconti più interessanti di questa raccolta che mette uno scienziato di fronte alla follia più estrema, alla ricerca dell’anima. Non sembra neanche più camminare sul filo di un rasoio, quel confine lo ha superato da chissà quanto tempo, basta leggere il suo terrificante diario per avere un piccolo assaggio dell’oscurità nella sua mente.

Mi ricordo de “Il testamento di Magdalen Blair” e del suo fascino, una storia surreale e agghiacciante che mi ha permesso di muovere i primi passi nel mondo di Alesteir Crowley, ma in questa raccolta, “I racconti della Bestia”, la visione si espande, l’oscurità diventa tangibile e sembra quasi di poter vedere tutto ciò che è in apparenza invisibile, l’orrido incontra il grottesco in piccoli frammenti di storie che mettono in discussione ogni cosa, a partire dalla moralità fino ad arrivare a ciò che altrimenti sarebbe inconcepibile.

Crowley era senza ombra di dubbio un personaggio fuori dal comune e questa raccolta di Edizioni Arcoiris permette a noi lettori di entrare nella mente della bestia e avere un assaggio della sua filosofia nonché del suo mondo interiore, fatto di dubbi, domande e tanta genialità perversa. 

Quindi, citando una delle mie serie televisive preferite (Community): cane o mito?, forse solo Abed potrebbe darci una risposta. 

«Ero rimasto lì per un momento o per un secolo?»

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Edizioni Arcoiris e Jacopo per la copia omaggio.

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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