Release Day: La chimica dell’odio di Carme Chaparro (SEM)

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A due anni di distanza torna Carme Chaparro con “La chimica dell’odio”, la nuova indagine dell’ispettrice capo Ana Arén, edito da SEM, con la traduzione di Pierpaolo Marchetti.

Data di uscita: 31 Gennaio

Acquistalo subito: La chimica dell’odio

Editore: SEM
Traduzione: Pierpaolo Marchetti
Serie: Ana Arén #2
Genere: Thriller

Prezzo: € 19,00
Pagine: 430

È la vigilia di Natale, ma per l’ispettrice capo Ana Arén non c’è tregua, deve affrontare una difficile sfida: l’omicidio di una delle donne più famose di Spagna. Il corpo di Mónica Spinoza, duchessa di Mediona, viene trovato disposto al centro di una macabra composizione: intorno ha due cerchi, il primo di gioielli e l’altro di rifiuti, come se l’assassino avesse compiuto un rituale. La duchessa, protagonista del jet set internazionale e celebrità da rivista patinata, ha tre matrimoni alle spalle. Il primo con un calciatore, poi con un uomo d’affari milionario e, infine, con un nobile da cui ha ereditato un favoloso patrimonio. La polizia cerca una pista anche tra alcuni suoi amici “illustri” con scarsi risultati: il presidente del Barcellona, il viceministro degli Interni, un famoso presentatore televisivo, il capo del protocollo della Casa Reale. Ci sono molti potenziali assassini, dai suoi figliastri alla sua lunga lista di amanti. Chi di loro odia di più la duchessa? Poco dopo Natale, in un ospedale di Madrid, precipita un montacarichi dal sesto piano e muoiono quattro persone. L’ispettore si trova ad affrontare due indagini impegnative: l’assassinio della duchessa e l’incidente dell’ascensore. Due casi in apparenza indipendenti ma che trovano un collegamento inaspettato e che ricadono entrambi sotto la responsabilità della squadra in cui Ana non conosce nessuno e dove nessuno si fida di lei; l’investigatrice dovrà condurre l’indagine quasi da sola, ostacolata dal suo capo, schiacciata dalla pressione mediatica sul caso della duchessa che occupa le prime pagine.

Sono passati due anni dal suo primo romanzo, Non sono un mostro, ma per me soltanto uno. Era più o meno agli inizi dell’anno scorso che ho avuto il piacere di scoprire Carme Chaparro e imbattermi nella sua storia suggestiva, il caso in cui la sua protagonista, l’ispettrice capo Ana Arén, affrontava lo spietato Slenderman e oggi torna in libreria a sorprenderci di nuovo con un’indagine più complessa.

Avevo lasciato Ana Arén in balia di una tempesta e la ritrovo nel passato, rimpicciolita, in un frammento del lontano 1978, quando lei assisteva inerme al funerale di sua madre, brutalmente uccisa da un’assassino senza volto, un’ossessione crescente che la spinge a voler cercare di investigare ed è da questo doloroso episodio che poco a poco le sue ossa si rinsaldano, trasformandola nella donna che è oggi: una donna tenace, che però ancora porta con sè i residui di Slenderman, i quali sembrano essersi cuciti addosso a lei, costringendola ad allontanarsi dal suo lavoro per sei mesi.

Il suo però è un lavoro che non le da tregua, non aspetta che si ricostruisca un’armatura per poter affrontare gli orrori, no. Anche durante il periodo più magico dell’anno, preceduto dalla vigilia di Natale, un macabro scenario si presenta dinnanzi ai suoi occhi. Il cadavere di Mónica Spinoza, la duchessa di Mediona, viene ritrovata morta nella sua dimora tra rifiuti e gioielli. La disposizione del corpo, così come gli elementi sistemati con cura suggeriscono una sorta di rituale da parte dell’assassino, il primo grande enigma che inaugura il ritorno di Ana Arén.

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La duchessa è una delle donne più famose al mondo, un’ostacolo insormontabile da superare quando si tratta di cominciare a scavare nella sua vita, come se non bastasse, il cuore della Spagna sanguina ancora quando un’esplosione nel montacarichi dell’ospedale di Madrid mette fine alla vita di diverse persone. Ana Arén si ritrova davanti a un bivio: due strade differenti che raccontano versioni diverse di un disegno ancora tutto da tracciare, studiato nei minimi dettagli, ma che affonda le sue radici in profondità ed è per questo motivo che risulta difficile seguirne l’evoluzione, ma per fortuna l’ispettrice capo non è una che si arrende facilmente.

Prima di leggere questo romanzo vi consiglio caldamente di recuperare il precedente, “Non sono un mostro”, perchè sono strettamente legati l’uno all’altro, infatti su questa nuova indagine aleggia ancora l’ombra minacciosa dello Slenderman che, nonostante non sia più in circolazione, tormenta ancora la detective nei suoi pensieri. 

Questa volta Carme Chaparro sceglie una strada a più voci che ci mostra, volto dopo volto, la complessità di questa storia e devo dargliene atto, si è dimostrata abile nel tratteggiare la psicologia dei suoi personaggi, dando loro spessore e arricchendo così la narrazione.

Uno degli elementi che più ho apprezzato in quest’opera è stata la sua scelta di esplorare le diverse sfumature che assume l’odio a seconda di chi lo prova, un sentimento che come un filo sottile attraversa tutto il romanzo, portando alla nostra attenzione che cosa significa odiare per davvero. Al suo assassino affida il compito di mostrarcelo attraverso le sue riflessioni.

Allo stesso tempo con un’occhio critico da giornalista l’autrice trova il modo per analizzare cosa c’è che non va nella nostra società, il modo in cui i social network intossicano le persone, bombardandole di input talvolta senza senso e il ruolo dei media, sempre più avvezzi a tuffarsi sulle notizie come sciacalli piuttosto che per avvertire la popolazione di un pericolo o di un disastro.

E infine ci regala qualcosa in più sul suo personaggio principale, che tra passato e presente si svela a noi come un libro meraviglioso dalla copertina decisamente rovinata, ma che una volta sfogliato ci dona molto più di un brivido. 

“La chimica dell’odio” è una formula instabile, che agisce in maniera strana, scombina tutto ed è pronta ad esplodere al minimo errore.

“Quello non era solo un saluto e lo sapevano entrambi. A volte vorremmo dire di più, ma le parole non escono e carichiamo tutti i nostri propositi su quelle quattro lettere. Ci sono ciao amari che non perdonano, altri che devono contendersi per non esplodere di entusiasmo; alcuni illanguidiscono di fastidio o di noia, in altri ancora si nascondono domande inespresse Ma nella maggior parte si cela solo un’educata indifferenza”.

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di SEM per la copia omaggio.

 

May the Force be with you!
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