Let’s talk about: Lo spazio tra le cose di Antonio Benforte

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

È nello spazio tra le cose che ci si sente impotenti, schiacciati dalla angoscia e terrorizzati per il futuro. Oggi parliamo del nuovo romanzo di Antonio Benforte, “Lo spazio tra le cose”, in uscita proprio oggi per Scrittura & Scritture.

Data di uscita: 5 Marzo

Acquistalo subito: Lo spazio tra le cose

Editore: Scrittura & Scritture
Collana: Voci
Genere: Narrativa

Prezzo: € 14,00
Pagine: 160

Paolo ha appena tolto l’ultimo quadro dalla parete del suo bilocale. Sotto, ci scorge una crepa di cui non sapeva: quando si è creata? Nello stesso momento in cui si è incrinata la sua vita coniugale? Perché non se ne è accorto prima?
Le scatole sono ammonticchiate lì, vicino alla porta, alcune ancora piatte rastrellate in giro un po’ alla volta in previsione del trasloco verso una casa più spaziosa. Altre scatole, invece, sono già piene, impilate in ordine, lo stesso ordine maniacale con cui Paolo tiene sistemati tutti i suoi vecchi dischi, colonne sonore della sua giovinezza, della sua e di quella di Marta. Marta… dov’è ora?
Lo ha lasciato solo ad affrontare un trasloco di cose e di cose-ricordi.
Ed ecco che in quella casa oramai quasi vuota e forse troppo stretta, ogni scatola assume un valore, ogni oggetto innesca un ricordo. A ogni canzone che Paolo fa andare sul giradischi – ultimo baluardo a campeggiare ancora al centro del salone – scorre nella sua mente la metaforica ricerca di una libertà che, per paradosso, rinsaldi il legame con la moglie, che chiuda quella crepa nel muro vuoto e apra la porta della sua nuova vita.
Ci riuscirà?

Questo è l’anno dei ritorni, di quelli di autori che riescono a frantumare ogni barriera e arrivano lì, dritto al cuore e quando meno te lo aspetti ti rendi conto che quello che hai tra le mani non è un libro qualunque, no. È vivo, pur essendo di carta, nelle sue vene pulsa l’inchiostro, la linfa vitale di ogni storia, la stessa su cui ogni autore riversa tutte le sue emozioni, tutta la sua forza e il suo spirito, ma raramente tutto questo riesce a lasciare la pagina e travolgere chi legge, in questo caso però sembra quasi un fiume in piena.

Tutte le sensazioni che ho provato leggendo questo libro sono state assolute, ho percepito ogni singola parte di questa narrazione come un emozione forte, vivida e intensa, ma mettendo assieme ogni singolo strato ne esce fuori qualcosa che è un essere vivente a sè stante. Antonio Benforte ritorna in libreria con un romanzo dalle mille sfaccettature, “Lo spazio tra le cose”, la storia di Paolo e Marta, due coniugi tenuti assieme dall’amore del loro figlio ma separati allo stesso tempo da tantissime piccole differenze che volenti o nolenti li portano sempre su strade differenti, decisioni opposte e litigi strazianti.

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Quando la vita sembra un naufragio non c’è ancora di salvezza. Ci si sente soli in uno spazio sperduto, anche se popolato da persone. Tutto diviene amaro e un trasloco diventa il gradino più alto e faticoso da salire, che si teme tanto perchè rappresenta quella svolta e incognita di cui non si ha la certezza. Per Paolo trasferirsi con la sua famiglia è un’occasione per crescere suo figlio in un’ambiente più sano, ma ogni scatolone da preparare diventa un ricordo da seppellire in fondo all’oceano, e ognuno di quei ricordi non vuole lasciarsi soffocare con tanta facilità, si aggrappano con le unghie e con i denti per impedire di essere dimenticati. 

Tra musica e letteratura Antonio Benforte racconta una crisi coniugale fatta di silenzi, di tacite urla, qualcosa che non viene detto per amore e per paura di ferire chi non si vorrebbe, ma quando l’aria è elettrica è difficile non sentire quei brividi dietro la schiena, quelle pugnalate a tradimento lanciate con una semplice occhiata, quel bersaglio che ci si accorge di avere costantemente dipinto dietro la nuca, una realtà agghiacciante che fa sprofondare Paolo e il suo rapporto con la moglie in un enorme e inesorabile maelström dal quale sembra impossibile fare ritorno.

Scatolone dopo scatolone vediamo un uomo affrontare le sue paure e il suo passato in una maniera brutale ma necessaria, e un pezzo alla volta d’un tratto sembra quasi tutto ciò che si è affrontato riempiendo quelle enormi scatole abbia fatto spazio laddove c’erano soltanto polvere e cianfrusaglie, una sorta di quiete dopo la tempesta, uno spiraglio di luce prima di avvistare la terra. La crescita di Paolo sta anche in questo, nello scoprire che a volte affrontare i problemi può renderli meno faticosi da trascinare, anche il solo parlarne spesso e volentieri permette di dividerne il carico con qualcun altro, alleggerendo il proprio cuore di tutto quell’angoscia repressa che non trovava nessuno sfogo fino a quel momento.

Lo spazio tra le cose sembra piccolo ma è in realtà una distanza incolmabile, come un oceano racchiuso nella capocchia di uno spillo. 

«Li riconosciamo gli anni migliori delle nostre vite, quando li viviamo?»

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Scrittura & Scritture per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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