Let’s talk about: La buca di Emma AdBåge (Camelozampa)

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro
Oggi parliamo del libro illustrato di Emma AdBåge,“La buca”, pubblicato in Italia da Camelozampa e tradotto da Samanta K. Milton Knowles.

Data di uscita: 23 Gennaio

Acquistalo subito: La buca

Editore: Camelozampa
Collana:  Le piume
Traduzione: Samanta K. Milton Knowles
Genere: Libri per bambini
Età: 4 anni

Prezzo: € 15,00
Pagine: 40

Nel cortile della nostra scuola c’è una buca.
Noi la chiamiamo la Buca.
Nella Buca si può giocare a qualsiasi cosa: a mamma orsa, a capanna, a nascondersi, al negozio… a tutto!
Tutti amano la Buca, tranne i grandi.
I grandi odiano la Buca.

Spesso le persone vedono una buca per quello che è, una cosa pericolosa, dove è facile farsi male. Altre volte la vedono soltanto come qualcosa di brutto, uno dei “resti” della civilizzazione, una fossa che spunta là dove un tempo è stato portato via qualcosa, un rudere abbandonato che non vuol dire niente se non che manca qualcosa. A volte però una buca può essere lo spunto per qualcosa di più grande, a volte divertente, qualcosa solo che la mente di un bambino può generare.

Emma AdBåge con “La buca” rappresenta la fantasia dei bambini e la loro grande capacità di trasformare anche i resti di uno scavo in qualcosa di magico e avvincente. Una volta che la natura ha preso il sopravvento del fosso per i bambini è diventato un vero e proprio parco giochi, un posto senza confini in cui lasciar scivolare via i propri pensieri e divertirsi come non mai.

Solo gli adulti vedono ancora la buca per ciò che è, un pericolo, una responsabilità e un potenziale problema, non riescono proprio ad andare oltre ciò che è tangibile, non riescono più a capire il divertimento dei bambini perché hanno perso quella scintilla negli occhi che un tempo animava la loro di fantasia. Per gli adulti guardare che i bambini non si facciano male è un lavoro, sono insegnanti, non possono permettersi di far tornare a casa i bimbi sporchi e feriti, quindi cercano di limitare in ogni modo l’effetto che ha la buca sui loro studenti.

I bambini però sono tenaci, guidati dallo spirito dell’avventura e della curiosità sono capaci anche di trasformare solo il bordo della buca in qualcosa di divertente. Nonostante gli adulti li abbiano relegati a stare seduti sulle altalene senza poter dondolare o a giocare con i palloni sgonfi i piccoli sono riusciti comunque a tornare alla loro buca.

Il richiamo della buca è così forte da spingere chi legge a sentire sulla propria pelle il divertimento dei bambini, l’accenno di ribellione nelle loro voci e il desiderio che arde nei loro cuori. Ma i grandi non demordono mai e pur di spegnere il loro entusiasmo fanno chiudere la buca, facendola spianare definitivamente coprendola con il cemento.

Purtroppo per loro non era la buca ad alimentare la fantasia dei bambini, ma il fatto stesso che giocare immersi nella natura, facendo diventare un ceppo una casa e un sasso un castello è qualcosa di immenso, qualcosa che non si può fermare nemmeno con una colata di cemento.

Con i suoi disegni semplici e dal tratto infantile Emma AdBåge riesce ad arrivare immediatamente al cuore dei suoi lettori, essendo comprensibile soprattutto per coloro a cui è rivolto questo albo, i bambini, che attraverso le sue pagine e i suoi colori possono vivere un’esperienza unica venendo travolti dalla stessa fantasia che anima i protagonisti di questo libro.

La buca, in fondo, non è altro che il trionfo della fantasia in un mondo che ci costringe a lasciarla da parte per far posto al grigio e triste mondo degli adulti.

“Nel cortile della nostra scuola c’è una buca.
Noi la chiamiamo la Buca.
Tutti amano la Buca, tranne i grandi.
I grandi odiano la Buca”.

 

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Camelozampa per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
Precedente A tu per tu con Isabella Bignozzi Successivo Principessa Mononoke: 5 cose che mi sono piaciute