La confraternita degli storici curiosi di Jodi Taylor | Recensione di Deborah

 

Sono pronto a dirle tutto quello che vuole sapere, ma non potrò farlo se prima lei non fi rma queste carte. La informo che si tratta di documenti legalmente vincolanti. Il gergo legale potrà sembrare astruso, ma stia certa che, se mai riferirà una sola parola di quello che sto per dirle, trascorrerà i prossimi quindici anni come minimo in un luogo della cui esistenza nessuna organizzazione per i diritti civili è neppure al corrente. Si prenda pure un minuto per riflettere prima di procedere.

 

Editore: Corbaccio
Data di uscita:  6 febbraio 2020
Pagine: 384
Prezzo: 18.60 €

Dietro la facciata apparentemente innocua dell’Istituto di ricerche storiche Saint Mary, si nasconde ben altro genere di lavoro accademico. Guai, però, a parlare di «viaggio nel tempo»: gli storici che lo compiono preferiscono dire che «studiano i maggiori accadimenti nell’epoca in cui sono avvenuti». E, quanto a loro, non pensate che siano solo dei tipi un po’ eccentrici: a ben vedere, se li si osserva mentre rimbalzano da un’epoca all’altra, li si potrebbe considerare involontarie calamite-attira-disastri. La prima cosa che imparerete sul lavoro che si svolge al Saint Mary è che al minimo passo falso la Storia vi si rivolterà contro, a volte in modo assai sgradevole. Con una vena di irresistibile ironia, la giovane e intraprendente storica Madeleine Maxwell racconta le caotiche avventure del Saint Mary e dei suoi protagonisti: il direttore Bairstow, il capo Leon Farrell, Markham e tanti altri ancora, che viaggiano nel tempo, salvano il Saint Mary (spesso – anzi sempre – per il rotto della cuffia) e affrontano una banda di pericolosi terroristi della Storia, il tutto senza trascurare mai l’ora del tè. Dalla Londra dell’Undicesimo secolo alla Prima guerra mondiale, dal Cretaceo alla distruzione della Biblioteca di Alessandria, una cosa è certa: ovunque vadano quelli del Saint Mary, scoppierà il finimondo.

 

Impossibile non aver mai sognato di fare un viaggio nel tempo e venire travolti dall’irresistibile curiosità di toccare con mano il passato. Voi che periodo storico scegliereste? Io desidererei tantissimo vedere i dinosauri, respirare l’aria densa e pesante di milioni di anni fa; vorrei vivere una giornata nell’Antico Egitto, tra sabbia, piramidi e divinità; mi piacerebbe gustare un ottimo tè inglese in una villa signorile di campagna durante l’Ottocento e rivivere gli sfavillanti Anni Sessanta in America. Insomma, se mi ci metto l’elenco crescerebbe a dismisura, sarebbe davvero meraviglioso avere come Max una capsula a disposizione per esplorare la storia!

Ha mai pensato quanto sarebbe meglio se, invece di contare sull’archeologia, su resoconti inaffi dabili e, diciamocelo pure, supposizioni, potessimo effettivamente tornare a un evento storico ed esserne testimoni diretti?

 

La confraternita degli storici curiosi è il primo volume della serie The Chronicles of St. Mary’s, una saga che trasporta il lettore a spasso nel tempo tra eventi del passato, un presente cupo e incerto (almeno per il Saint Mary) e un pizzico di futuro. Per non andare incontro a particolari spoiler non mi sono documentata approfonditamente sul romanzo prima di ultimare la lettura, sono stata molto entusiasta di apprendere che si trattava dell’inizio di una serie, considerando il finale non ne sono rimasta sorpresa, anzi lo sospettavo e speravo. La trama di La confraternita degli storici curiosi mi ha da subito catturata, trovo impossibile resistere al fascino dei viaggi nel tempo e ammetto che in generale la storia mi ha sempre affascinata. Durante gli anni scolastici studiare storia non è mai stato un dramma per me, mi è sempre piaciuto guardare documentari o programmi dedicati a questa materia, sicuramente mi ha molto incuriosita averne a che fare attraverso un libro di narrativa. Me ne sono pentita? Assolutamente no! Il romanzo di Jodi Taylor è una lettura davvero piacevolissima, ha una trama molto strutturata, ricca di dettagli senza diventare noiosa o stucchevole; dal romanzo emerge chiara la passione dell’autrice per il passato, il lavoro di ricerca e documentazione per riportare gli avvenimenti nel modo più fedele possibile. La Taylor con leggerezza e semplicità ha creato un’avventura accattivante, colorata e molto affascinante, popolata da personaggi simpatici caratterizzati dal sottile e irresistibile humor inglese. Lo stile di scrittura dell’autrice è molto fresco e giovanile, ironico e umoristico, caratteristiche che rendono la lettura piacevolmente scorrevole. Come potevo non essere entusiasta di un romanzo in cui il tè scorre a fiumi? Ma che dico, oceani interi della bevanda dalla quale ho una seria dipendenza? Impossibile, ovviamente.

 

Pensi alla Storia come a un organismo vivente, con dei propri meccanismi di difesa. La Storia non permette a nulla e nessuno di alterare un evento già accaduto. Se Essa pensasse, fi nanche per un secondo, di correre questo rischio, eliminerebbe la minaccia senza esitazione, come si fa con un virus. Che nel nostro caso è lo storico.

 

Le vicende sono narrate in prima persona da Madeleine Maxwell, Max, la protagonista è una storica curiosa, determinata e impavida. Lavorare al Saint Mary non è per tutti, molte delle poche reclute che vengono selezionate per intraprendere il percorso di formazione falliscono o scappano il più lontano possibile. L’apparente tranquillo istituto di ricerca è popolato da una cerchia molto selezionata e ben ristretta di persone alle quali vengono fatti firmare una pila di documenti che impediscono di divulgare al di fuori informazioni, pena la reclusione. Sì, perché la storia al Saint Mary non viene studiata in modo convenzionale, qui gli storici hanno la possibilità di vivere le varie situazioni nel momento stesso in cui erano presente. Come? Tornando indietro nel tempo ovviamente! Il team del Saint Mary viene incaricato di chiarire alcuni punti bui del passato, gli storici vengono preparati per essere spediti a osservare, raccogliere dati e informazioni su un determinato nodo da sciogliere cercando di passare inosservati. La storia ha una particolare determinazione a non essere cambiata, impiega davvero poco ad eliminare per sempre l’elemento di disturbo che può portare squilibrio, per questo motivo essere uno storico al Saint Mary è un lavoro molto pericoloso, ogni salto nel passato può essere l’ultimo.  A proposito di salti nel passato, quello che mi ha affascinata di più è stato il ritorno al Cretaceo, infondo credo proprio che i dinosauri siano la mia prima scelta in caso potessi dare una sbirciatina.

 

E verde. Una vegetazione fi tta e rigogliosa dappertutto, con colori che risplendevano come vernice fresca, nuovi, brillanti, come se il tempo non avesse ancora avuto modo di farli sbiadire. E puzzolente. Persino l’odore era verde. Terra bagnata, foglie bagnate, escrementi bagnati, la puzza di una gigantesca aia. E di uova. C’era un vago odore di uova marce.

 

Nonostante i vari salti indietro nel tempo vengano descritti in modo molto accurato dall’autrice, la trama del romanzo è basata principalmente sull’azione piuttosto che sulla descrizione e la rievocazione del passato. Se devo proprio impegnarmi a trovare una piccola pecca a La confraternita degli storici curiosi questa è il poco approfondimento relativo ai personaggi ostili della storia, specialmente le cause che li hanno portati a ricercare la rovina del Saint Mary. Spero vivamente che l’autrice abbia un piano per metterci a conoscenza di queste informazioni in futuro, di solito mi aspetto che il primo volume di una saga sia quello in cui la descrizione prevale sull’azione perché essendo appunto il primo è giusto che venga data al lettore una buona infarinatura sulla nuova avventura. Rimanendo su questa questione anche la conoscenza dei personaggi avviene attraverso le loro azioni e i loro comportamenti, l’autrice non li descrive e specialmente non descrive il loro passato. Mi auguro, anche su questo punto, che nei successivi volumi venga approfondita l’infanzia tediosa di Max e specialmente il personaggio di Leon Farrell di cui non sappiamo molto ma che risulta davvero molto interessante per la sua provenienza. Il fatto di aver incontrato prima della lettura l’elenco dei personaggi principali e una piccola panoramica mi fa sospettare che Jodi Taylor non voglia inserire digressioni descrittive su di essi; non si sa mai però, non perdo la speranza!

La confraternita degli storici curiosi è un ottimo romanzo di intrattenimento, una storia scorrevole e affascinante che ci regala la possibilità di frugare nel passato con un occhio puntato verso il futuro. Sicuramente mi piacerebbe molto continuare l’avventura.

 

 

 

 

 

 

Desclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Corbaccio per la copia omaggio

 

May the Force be with you!
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