Un libro per due: La memoria di Babel di Christelle Dabos

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È uscito da pochissimo il quarto volume de “L’attraversapecchi”. Io e Sara di Bookspedia quindi proseguiamo il nostro viaggio con “La memoria di Babel”, terzo capitolo della serie di Christelle Dabos.

Data di uscita: 9 Ottobre 2019

Acquistalo subito: La memoria di Babel

Editore: Edizioni E/O
Serie: L’Attraversaspecchi #3
Traduzione: Alberto Bracci Testasecca
Genere: Fantasy/ Steampunk / Belle époque

Prezzo: € 16,00
Pagine: 482

Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?

La sola idea che sono a un volume di distanza dalla fine un po’ mi rende triste. Quando ho cominciato a leggere Fidanzati dell’inverno non avevo aspettative, ero semplicemente curiosa di saperne di più su l’attraversaspecchi, una serie che nonostante mi avessero consigliato in molti non riuscivo a leggere per paura di ritrovarmi tra le mani la solita solfa eppure eccomi qui a parlarne (ancora).

In breve tempo questa tetralogia mi ha conquistata e se ripenso ai miei primi passi su Anima rivedo una goffa Ofelia che tenta di tutto pur di sottrarsi a un destino già scritto, il suo matrimonio con il gelido Thorn e di conseguenza il suo trasferimento lontano da casa. Ofelia sin dal primo momento non mi è piaciuta, ma più andavo avanti con la serie e più ho cominciato ad apprezzare la sua evoluzione. Ne Gli scomparsi di Chiardiluna, infatti, viene messa a dura prova nella capitale del Polo, costretta a nascondersi e rischiare la sua vita per venire a capo delle misteriose scomparse a Chiardiluna, ma è con La memoria di Babel che l’Animista non deve fare i conti solo con ciò che succede dietro le quinte ma anche con il suo dissidio interiore.

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Sono passati due anni e sette mesi dalla fine del secondo volume, tempo durante il quale Ofelia ritorna su Anima e certa, per quanto possibile, di andare avanti, ma la verità è fin troppo evidente, la scomparsa di Thorn continua a consumarla al punto tale da renderla irriconoscibile. Tornare a casa non era come se lo era immaginato, per certi versi è difficile starsene con le mani in mano a fare quello che un tempo amava. Trovare un senso alle sue giornate diventa impossibile, la sua mente è ancora a Chiardiluna, a quel piacevole e doloroso attimo dove il tempo sembrava essersi fermato alle parole di Thorn con le quali dovrà convivere durante la loro separazione.

A tirare fuori Ofelia dall’abisso nel quale stava lentamente sprofondando sono il suo desiderio di ritrovare Thorn e scoprire di più su Dio. Grazie al piccolo aiuto di un gradito ritorno il suo viaggio non finisce qui, come annunciato dal titolo stesso, l’Animista si recherà a Babel, l’arca dove lo steampunk incontra il mito, la fede si fonde con la scienza e per poter passare inosservati bisogna seguire determinate regole di abbigliamento e di linguaggio che mettono a dura prova Ofelia.

È sempre qui, nell’arca di Helena e Polluce, che vi è il Memoriale, dove vi è racchiuso metà del patrimonio culturale di Babel e metà di quello delle altre arche. Sotto l’occhio vigile di Lux, l’animista tenta di decifrare le briciole lasciate da Dio in un luogo ricco di conoscenza che presenta anche i suoi lati oscuri. Ancora una volta quindi è costretta a mettere da parte se stessa per andare alla ricerca della storia del mondo, provando a diventare un precorritore e sfruttare la carica per proseguire le sue ricerche.

Devo essere onesta, se da una parte la nuova arca è affascinante, dall’altra ci sono stati dei momenti in cui ho faticato a proseguire la lettura, Babel è completamente diversa da come la immaginavo, si distacca dal resto del mondo di Ofelia, il lato steampunk di questa storia emerge con forza fra le strade di questa arca e in un certo senso prende il sopravvento sugli elementi puramente fantasy che caratterizzavano le altre città.

Un altro punto a favore di questo terzo capitolo è la grande passione che il viaggio di Ofelia suscita nel lettore, una travolgente carica avventurosa ed emotiva che finisce per trascinare chiunque in questo viaggio, le sue ambientazioni sono ricche di un fascino misterioso, un mondo in frammenti che si sgretola sotto il peso della sua stessa storia, la conoscenza del passato è la più grande incognita e la più tremenda delle calamità.

Se da un lato l’avventura è il motore di questo romanzo, dall’altro lo è anche l’amore, la scintilla che fa esplodere i sentimenti di Ofelia, un incendio che divampa in assenza di ossigeno, una forza indomita che la spinge a riconsiderare non solo se stessa ma anche il suo rapporto con Thorn, una relazione complicata che d’un tratto viene trasformata in qualcosa di sincero dalla necessità di ritrovarlo, possibilmente vivo.

Adesso che il tempo è agli sgoccioli, non vedo l’ora di leggere Echi in tempesta.

«L’unico vero sbaglio è quello che non correggiamo».

 

 

 

 

 

 

 

 

May the Force be with you!
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