Music Monday #27: Odio volare di Stephen King e Bev Vincent

L’appuntamento con il Music Monday anche questa settimana ci porta lontano, per la precisione attraverso 17 storie turbolente, protagoniste della raccolta “Odio Volare” curata da Stephen King e Bev Vincent.

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Odio Volare sembra una frase che potrei dire io, ma se per Jovanotti è paura di cadere e per alcuni è soltanto un’estensione delle vertigini, per altri è il peggior tipo di viaggio che si possa affrontare. Volare è scomodo, tutti chiusi in una scatoletta ad alta quota, fra le turbolenze e le correnti nessuno ci assicura un viaggio sereno, ma la cosa peggiore è senza dubbio la paura che un oggetto tanto fragile come un aereo al minimo problema possa schiantarsi al suolo senza lasciare superstiti. 

Per Stephen King e Bev Vincent quella frase è diventata lo spunto per un’antologia ad “alta quota” che gioca un po’ sulla paura di volare, mettendo sul piatto racconti di autori celebri e non, qualche piacevole scoperta per me che ancora non avevo letto nulla di alcuni. Il mix è vario, ma il risultato è il medesimo, altalenante, un po’ come essere a bordo di un aereo e sentire quel senso di nausea e disagio, altre volte prevale un po’ la noia oppure quella terribile sensazione che potrebbe succedere qualcosa da un momento all’altro. Ciò nonostante il volo viene interpretato come qualcosa che più che essere utile all’uomo lo accompagna in un’avventura fatta di disagi e pericoli, qualcosa dalla quale non si sa se si tornerà e non si è certi, se alla fine del viaggio, sarà tutto come prima.

Sotto questo punto di vista “Odio Volare” riesce nel suo intento, portare diverse penne sullo stesso foglio per descrivere la stessa paura vista con occhi diversi e raccontata con stili e parole diverse, facendo entrare in campo sensazioni e sentimenti contrastanti che mai sono uguali e che riescono a penetrare nel profondo di chi legge, portandolo sempre ad avere la sensazione che è meglio stare con i piedi per terra. Ce n’è per tutti i gusti, da Michael Lewis, Arthur Conan Doyle, Richard Matheson, Ambrose Bierce, E.C. Tubb, Tom Bissell, Dan Simmons, Cody Goodfellow, John Varley, Joe Hill, David J.Schow, Ray Bradbyry, Bev Vincent, Roald Dahl, Peter Tremayne, lo stesso Stephen King fino ad arrivare a James L. Dickey questa raccolta porta chi legge ovunque, in posti inimmaginabili e destinazioni improbabili che sfociano nell’orrore e il macabro. 

L’uomo sogna da sempre di toccare il cielo ma in qualche modo è lui stesso ad ancorarsi a terra con le sue paure, persino quando alza lo sguardo per fissare le nuvole immaginando di fluttuare libero nell’immensità della volta celeste prova quel brivido che gli ricorda che il suo posto non è lassù con gli uccelli bensì a terra ben saldo e ancorato al suolo.

Senza ombra di dubbio affrontare la paura di volare con gli occhi di autori contemporanei è qualcosa di utile e assolutamente intrigante perchè ci mette di fronte alla mentalità di altre persone che appartengono quasi esclusivamente alla nostra epoca, ma se volessimo cercare più a fondo troveremmo molti altri scritti in letteratura che parlano del volo umano e della sua pericolosità, partendo dagli incredibili progetti di Leonardo Da Vinci fino alla tragica storia di Icaro, tutte testimonianze che in un certo senso non fanno altro gettare un’ombra su una macchina straordinaria che è l’aereo. 

Un’antologia dell’orrore a migliaia di metri di altezza poteva essere possibile solo grazie all’unione di due menti capaci di regalare puro terrore e misteri senza pari, insieme a voci che fanno del volo la loro tela bianca per dipingere incubi e liberare demoni perchè niente spaventa più di essere sospesi nel vuoto.

Ora non mi resta che aspettare una raccolta sulla claustrofobia e sui dentisti, per ora indovinate chi non salirà più su un volo di linea?

E dato che è un music monday, la musica di certo non poteva mancare. Oggi infatti ho scelto i Red Hot Chili Peppers e la loro “Aeroplane”, in perfetto contrasto con i toni cupi della raccolta di King e Vincent. Che sia un esperimento per spingervi a viaggiare mentre tenete in mano una copia di “Odio Volare”? Chissà…


Per questo appuntamento è tutto. Alla prossima!

 

 

 

May the Force be with you!
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