Let’s talk about: Il pittore maledetto di Luigi De Pascalis

Instagram: @brivididicarta | @lastambergadinchiostro

Dopo Caravaggio è un altro pittore il protagonista del nuovo romanzo di Luigi De Pascalis, “Il pittore maledetto”, in uscita oggi per Newton Compton Editori.

Data di uscita: 30 Gennaio

Acquistalo subito: Il pittore maledetto

Editore: Newton Compton Editori
Collana: Nuova narrativa Newton
Genere: Thriller storico
Pagine: 318
Prezzo: € 4,99 | € 9,90

1819. Il pittore spagnolo Francisco Goya si è trasferito da poco alla Quinta del sordo, una casa di campagna alla periferia di Madrid, assieme alla giovane amante Leocadia Weiss, e ai figli di lei . L’artista, sordo da anni e chiuso in un mondo sempre più cupo, è intossicato dal piombo contenuto nei colori. La malattia comporta incubi, allucinazioni, sbalzi di umore sempre più violenti. Per trovare sollievo al male, inizia a dipingere di notte sulle pareti di casa le sue celebri pitture nere. Una sera Rosarito, che ha sei anni e non sa di essere sua figlia, lo scopre mentre si dedica alle sue ossessioni indossando uno strano cappello con una corona di candele accese. Comincia così tra incubi, violenze domestiche, gesti d’amore e colpi di genio, lo strano rapporto tra l’anziano e famosissimo pittore di corte e la bambina che ha uno straordinario talento per il disegno. L’arte sarà la loro lingua segreta e il loro rifugio. Ma niente, alla fine, sarà come Goya, Rosarito, Leocadia e Guillermo avrebbero voluto.

“Il sigillo di Caravaggio”  mi aveva mostrato la bravura di Luigi De Pascalis nel raccontare una figura complessa e controversa come Caravaggio, dilaniato dai suoi demoni e sofferente, rendendolo così reale da poter sentire il suo malessere e in certo senso, viverlo. Questa volta non è da meno con uno dei più famosi pittori ed incisori spagnoli, Francisco José de Goya y Lucientes, protagonista del suo nuovo romanzo “Il pittore maledetto”.

Goya è circondato da una nebbia misteriosa, la sua figura è spesso offuscata dalla sua fama, non si sa per certo quali fossero i motivi di questa sua condizione, certo è che le donne nella sua vita hanno giocato un ruolo chiave nel suo decadimento e nelle sue opere. Goya ha sempre visto le donne come figure diaboliche, tentatrici, spesso intente a traviare gli uomini e portarli fuori strada allontanandoli dalla retta via grazie alle loro doti. In ogni caso seppur saturo di questo odio non poteva allo stesso tempo non amare le donne, dividendo in questo contesto la sua anima in due differenti persone: una totalmente ottenebrata dal suo odio intrinseco e l’altra dilaniata dal rimorso che tutto questo odio provoca in lui.

Alla Quinta del Sordo De Pascalis ci mostra un Goya ormai consumato dalle sue visioni, tormentato dalle voci che continuano a sentire, distrutto da tutto il male che lo circonda e sebbene si fosse rifugiato nella sua ultima dimora per trovare un po’ di pace, è proprio qui che da alla luce le sue opere più oscure, le pitture nere, dipinti carichi di sentimenti negativi che mettono a disagio dal primo sguardo dimostrando quanto arrivasse lontano il suo occhio sulle lande desolate degli inferi. 

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Il suo unico appiglio è Leocadia, la sua amante e madre di Guillermo e Rosarito, l’unica che gli è rimasta accanto nonostante i continui sbalzi d’umore, dove volto dopo volto Goya si mostra in tutta la sua irrequietezza portando alla luce dipinti nefasti, a volte vedendosi come un cannibale che consuma il suo stesso amore, mentre altre come un compagno devoto e padre amorevole. Rosarito, la figlia più piccola, ha ereditato il dono e muove i primi passi nel mondo artistico, disegnando per terra, ritraendo tutto ciò che attira la sua curiosità. È nella figura di Goya che vede come il talento di un grande artista è al tempo stesso la sua maledizione, nei suoi continui cambiamenti il vecchio incisore esprime tutto il suo male di vivere che neanche il dottor Arrieta è riuscito a curare.

Goya ormai sordo riesce a comunicare attraverso la sua arte, la sua vista è annebbiata e i suoi sensi lo tradiscono. L’unica cosa che sembra restare invariata è quella sua strana capacità che in molti ancora cercano di comprendere, una sorta di vista acuta che gli permette di scorgere ciò che deve ancora avvenire. Durante la sua vita spesso ha quasi predetto l’avvento di grandi catastrofi, come ad esempio la guerra, le carestie e probabilmente alla fine della sua vita ha predetto anche ciò che lo attendeva al varco, quel triste e desolato inferno che poco a poco si era costruito.

De Pascalis apre una finestra sulla vita di Goya e lo fa in un momento della sua vita in cui è così vicino all’abisso che sembra quasi possibile toccare il suo personale inferno con un dito, catapultando i lettori all’interno dei suoi tormenti dando un’interessantissima chiave di lettura sui pensieri di uno dei più grandi artisti della storia.

«La vita è un gigantesco inganno».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Newton Compton per la copia omaggio.

 

 

May the Force be with you!
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