#proiettilidicarta: Tannenfall di Bernhard Hofer (Emons)

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Benvenuti a Tannenfall. Il dolore incontra la prosa evocativa di Bernhard Hofer e la storia di un uomo e di un cervo si trasforma in un viaggio che lascia il segno.

Data di uscita: 4 Giugno

Acquistalo subito: Tannenfall

Editore: Emons
Collana: Gialli Tedeschi
Traduzione: Monica Pesetti

Pagine: 272
Prezzo: € 15,00

All’improvviso, un cervo maestoso e spettrale in mezzo alle nevi bianchissime delle Alpi. Un’apparizione che ribalta l’esistenza imbrigliata di Viktor, trascorsa pacatamente accanto al suo grande amore. Una sfida irrinunciabile, che gli offre l’ultima possibilità di vivere come aveva sempre desiderato e lo spinge a varcare una soglia che lo porterà a una nuova dimensione. Soltanto qui, tra le smarginature del passato, dove realtà e visioni si susseguono indistinte, il vecchio Viktor potrà scoprire il più terribile segreto.

Entrare a Tannenfall per me ha significato fare i conti con un romanzo imprevedibile, raccontato da una voce accattivante che è riuscita a trasformare il brivido nella caccia in qualcosa di più profondo, un viaggio significativo e dal risvolto un po’ oscuro dove un uomo sfida se stesso e la natura per smascherarsi e districare così il labirinto della sua mente.

Questo è senza dubbio un thriller psicologico e al tempo stesso emozionante che si assapora poco per volta, capace di risucchiare chi legge in una spirale di dolore e sofferenza, il peso che grava sulle spalle ormai salde di un protagonista che pagina dopo pagina si sfalda.

Il romanzo di Bernhard Hofer “Tannenfall. La storia di un uomo e di un cervo” è proprio questo, il viaggio disperato di Viktor che combatte non solo contro la natura, ma anche contro se stesso in un dissidio interiore che esplode distruggendo quel poco che ancora gli è rimasto. La si percepisce leggendo la sua disperazione, quella voglia di tirare fuori tutto e affrontare i propri demoni, prendere per le corna quel cervo misterioso che ha aggredito lui e sua moglie, l’ultimo colosso da abbattere prima di dover dire addio a questo mondo.

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Viktor poco a poco viene messo a nudo mentre la caccia diventa un’ossessione e al tempo stesso un bozzolo dal quale non si sa che cosa uscirà, se un nuovo uomo o una bestia che brama altro sangue. La sua storia si intreccia con l’ambiente circostante, le Alpi, immergendo il lettore in splendidi paesaggi innevati di una cruda bellezza che finiscono tuttavia per sporcarsi col sangue. Come ogni viaggio interiore quello del protagonista non è facile, si arrampica, sale, a volte cade e tutto questo lo fa mentre deve fare conti con il suo passato, con quello che fino a quel momento non ha mai affrontato, per codardia o vergogna.

La ricerca di un cervo maestoso e sfuggente quindi non è altro che un modo per gridare a squarciagola quei segreti che pesano sulla sua esistenza, che lo hanno ancorato a vivere come un reietto ora che il tempo sta per giungere. Viktor cammina lentamente sull’orlo di un burrone, ignaro di quando cadrà e potrà rivedere Tannenfall, un luogo che sembra il paradiso ora che il suo mondo è governato da così tanto dolore, tenebre e il suo amore, la certezza che lo ha tenuto in piedi, viene per un momento inquinato da ricordi spiacevoli ed è lì che lui cerca di aggrapparsi, di tenersi saldo a un dolce desiderio che però non è sufficiente a fermare il fiume in piena dal quale è travolto.

Questo romanzo è così suggestivo che è impossibile non rimanere ammaliati dai luoghi e dai personaggi, ma al tempo stesso è emozionante, scava all’interno del lettore così come lo fa all’interno di Viktor, mentre lui si sgretola anche chi legge viene travolto dalla carica emotiva dei suoi ricordi, del suo conflitto interiore e di tutte quelle piccole ferite che poco a poco si trasformano anche in quelle del lettore.

Per me Tannenfall è un romanzo incredibile, spinge con una forza disarmante e si fa largo proprio lì, nel cuore, mettendo in luce un uomo e il suo bisogno di risolvere se stesso, trovare in qualche modo la sua pace dei sensi.

«Restava il dolce profumo della morte, la pietra nel suo cuore e l’odore di latte bruciato, che traboccava di nuovo e alla fine sfumava come i suoi figli».

 

 

 

 

 

disclaimer: si ringrazia l’ufficio stampa di Emons per la copia omaggio.

 

 

 

May the Force be with you!
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