Showtime: Blue Exorcist di Tensai Okamura (A-1 Pictures)

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Blue Exorcist, anime tratto dall’omonima serie di Kazue Kato, bellissima scoperta tra le proposte di Netflix. Devo essere onesta, all’inizio l’avevo sottovalutata e invece, cominciando a guardarla con attenzione, ho capito che questa serie aveva del potenziale, la sua storia e i suoi personaggi mi hanno conquistata a tal punto che non vedo l’ora di recuperare anche il manga. Ecco perchè oggi ne parliamo a grandi linee, sottolineando gli aspetti che mi hanno colpita e soprattutto i motivi per cui vale la pena aggiungere alla lista una serie come questa.

Partiamo dall’ambientazione. Suggestiva ed affascinante. Due regni in perenne conflitto: Assiah Gehenna, il regno degli umani e dei demoni. A tenere a bada le mostruosità di Gehenna ci sono loro, gli esorcisti e non persone qualunque, ma una vera elité specializzata in diversi tipi di esorcismo, che sia con armi, preghiere o evocazioni questo gruppo è in grado di rispedire all’inferno qualsiasi entità varchi il confine. Tuttavia qualcosa cambia quando Shiro Fujimoto, esorcista di alto livello, adotta niente poco di meno che la stirpe di Satana, i suoi due figli Rin Yukio Okumura, rimasti orfani dopo che la madre li ha dati alla luce. 

I due gemelli sono all’oscuro della loro vera identità e crescono insieme al loro padre adottivo come persone comuni. Rin e Yukio sono diversi come il giorno e la notte, il primo dal temperamento irascibile mentre l’altro più pacato, al contrario di suo fratello ha raggiunto già tanti piccoli traguardi. Eppure fra di loro c’è sempre stata sintonia, merito di Shiro che gli ha cresciuti nell’amore, senza mai permettere che sentimenti del tutto negativi contaminassero il loro rapporto. Eppure, in qualche modo l’incantesimo si spezza, i poteri di Rin emergono e con essi la fine di un’età spensierata, la felicità e la sua stessa famiglia.

Essere il figlio del diavolo lo mette a dura prova, privandolo sin da subito di ciò a cui tiene di più, e portandolo ad affrontare l’altro volto del male, quello che viene direttamente dal regno dei demoni e che cerca di strapparlo agli umani per far sì che il suo destino si compia e che il suo vero padre possa risorgere su Assiah, mettendo fine all’umanità per come la conosciamo.

Ed è qui che entra in gioco Mephisto Pheles, un vero enigma e preside dell’Accademia della Vera Croce, che forgia gli esorcisti. Pheles ha scelto di sfidare la sorte tentando il tutto e per tutto e scegliendo di ascoltare il desiderio di Rin che, pur essendo figlio di Satana, vorrebbe diventare un esorcista come Shiro, l’uomo che considera il vero e unico genitore. Per Rin comincia un nuovo capitolo della sua vita, uno di quelli ricco di insidie che lo metterà alla prova insieme ad altri studenti dell’accademia, figure ignare della sua vera identità e di ciò che è in grado di fare, il che è un grosso azzardo, ma l’unica via necessaria per raggiungere i suoi scopi. Ci riuscirà? Spetta a voi scoprirlo.

L’esorcismo come espediente narrativo non è una novità nei manga/anime eppure in Ao No Exorcist porta qualcosa di nuovo facendo diventare lo stesso figlio di Satana una delle armi a disposizione degli esorcisti, forse la più potente mai vista sulla faccia della terra. Nessun demone, a parte quelli superiori, può resistere al potere delle fiamme blu di Satana, l’essenza vera e propria del potere che prende vita nel momento in cui Rin estrae la sua spada dal fodero, la stessa nella quale anni fa erano stati sigillati i suoi poteri demoniaci. Il che dovrebbe far capire sin da subito il motivo per il quale Rin è uno dei miei personaggi preferiti, ho un debole per gli spadaccini, ma chi mi conosce lo sa già.

È proprio questo il contrasto che manda avanti la serie, Rin che è il figlio del diavolo, un’arma vivente pensata per portare il caos e la distruzione sul nostro mondo diventa invece la più formidabile arma per allontanare una volta per tutte il male da Assiah, qualcosa che non era nei piani di Satana quando ha pensato di concepire un figlio per metà umano. Ma non è solo questo ingranaggio a far girare le ruote di Blue Exorcist, assieme a Rin e i suoi poteri ci sono tantissimi dettagli interessanti come ad esempio le diverse religioni che si intersecano con l’alchimia, creando un nuovo tipo di magia, qualcosa di particolare e mai visto prima, che però affonda le radici nella tradizione sia giapponese che cristiana, traendo spunto anche dallo shintoismo e da credenze pagane.

Il mix di tutto questo rende l’anime unico e interessante da guardare, qualcosa da non lasciarsi sfuggire e da tenere in considerazione per quei momenti in cui si cerca qualcosa di più sostanzioso, ma che non sia troppo “pesante” e che possieda quella leggerezza necessaria a far scorrere gli episodi uno dopo l’altro senza accorgersene. 

 

 

 

May the Force be with you!
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